Le serie TV del 2020

Serie TV uscite nel 2020 che potresti non aver visto (no spoiler)

Il 2020 è stato un anno strano, lo continuiamo a ripetere, ma nella sua assurdità ci ha dato modo di passare il tempo coltivando le nostre passioni. Si perchè non potendo uscire di casa abbiamo potuto leggere il libro per cui non trovavamo il tempo, fare il corso d’inglese che rimandavamo, spaparanzarci sul divano e fare scorpacciata di serie tv.

Quali sono secondo me le serie tv degne di nota, quelle che si possono vedere con leggerezza senza troppa concentrazione e quali quelle che non mi sono piaciute per nulla.

Dark di Baran bo Odar e Jantje Friese

E’ uscita quest’anno la terza stagione della serie tv più contorta della storia delle serie tv. Thriller e fantascienza si uniscono per creare una trama intrecciata su più livelli; più si avanza nella storia più i fili aumentano. E’ una serie che va seguita con la massima attenzione e con una mappa alla mano o sul cellulare. Ne potete trovare tante diverse su internet e vi assicuro che, sopratutto per la terza stagione, sono davvero utili.

Nonostante sia una storia complicata e intricata è studiata perfettamente in ogni minimo dettaglio e come i pezzi di un puzzle alla fine tutto trova l’incastro giusto. Io l’ho amata e sono rimasta estasiata dal finale che conclude in modo degno una serie di alto livello. Non stona e non la sminuisce ma anzi ne esalta il senso e chiude il cerchio alla perfezione.

Unorthodox di Anna Winger e Alexa Karolinski

Cominciamo da quella che più mi ha colpito per la sua struttura, la meticolosità dei dettagli e la fedeltà al reale. Unhortodox la trovate su Netflix ed è una miniserie in 4 episodi di produzione tedesca e statunitense. Tratta da “Ex ortodossa. Il rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche” autobiografia di Deborah Feldman. La forza di questa serie è la chiarezza con cui viene raccontata una realtà diversa dalla nostra; ci fa riflettere e ci fa porre dei quesiti. Se vi piace vi invito a vedere anche Unorthodox: dietro le quinte, sempre su Netflix.

Esty è una diciannovenne ultra-ortodossa di New York. Secondo questa religione le donne servono solo per avere figli, non possono ne leggere ne studiare. Per ribellarsi ad un destino già scritto scappa e va a Berlino dove vive la madre che aveva fatto la stessa scelta molti anni prima. Il marito di Esty dopo aver scoperto la sua fuga parte con un amico per convincerla a ritornare a casa.

Normal People di Lenny Abrahamson

Mini serie tv di 12 episodi tratta dall’omonimo romanzo di Sally Rooney; la trovate su StarzPlay (presente tra i canali di AppleTv e Amazon Prime Video).

E’ una serie teen che parla di amore. La storia che lega Marianne e Connell è di quelle complicate ma allo stesso tempo semplici. E’ una relazione tra adolescenti in cui i veri problemi ancora non esistono, ciò che blocca il loro idillio è il fatto stesso di essere ragazzi e di avere delle insicurezze. Viviamo con loro il crescere e il divenire del loro legame che si trasforma con il passare dagli anni, passiamo infatti dal liceo all’università osservando il mutare dei personaggi stessi. E’ una serie di altissima qualità, la trama è sviluppata senza intoppi, in modo naturale e scorre piacevolmente.

Little Fire Everywhere di Liz Tigelaar

Mini serie tv tratta dall’omonimo romanzo di Celeste Ng disponibile su Hulu (anche canale di Amazon Prime Video). Vorrei innanzitutto soffermarmi sul cast perchè il questa serie troviamo Reese Witherspoon, Kerry Washington e Joshua Jackson.

Mia e la figlia Pearl arrivano in un tranquillo sobborgo di Cleveland e vivendo la loro quotidianità sgretolano pian piano l’apparente equilibrio preesistente. Tra un susseguirsi di segreti e bugie la forzata serenità della famiglia Richardson si frantuma in mille pezzi e la madre Elena che cerca fino alla fine di tenere tutto in piedi ci sorprenderà in un finale inaspettato.

Killing Eve di Phoebe Waller-Bridge

Tratto da “Villanelle” romanzo di Luke Jennings lo trovate su Tim Vision. Vincitore di numerosi premi tra cui un Golden Globe e un Emmy per le attrici protagoniste Sandra Oh e Jodie Comer. Nel 2020 è uscita la terza stagione. Standing ovation ai costumi e alla colonna sonora.

Eve Polastri, agente dei servizi segreti Britannici viene incaricata di arrestare Villanelle, un’assassina psicopatica introvabile. Tra le due protagoniste nascerà un rapporto di ossessione reciproco che vi terrà incollati allo schermo.

Le regole del delitto perfetto di Peter Nowalk

Sesta e ultima stagione conclude una serie che è stata apprezzata tra alti e bassi; a me personalmente è piaciuta tutta ma questa ultima stagione è effettivamente a detta di tutti la più bella. Chiude perfettamente il cerchio e risponde alle domande rimaste aperte nelle stagioni precedenti.

Viola Devis nei panni dell’insegnante universitaria di legge Annalise Keating ci mostra con la sua tenacia e la sua forza come arrivare in fondo ai problemi e a svelare i veri colpevoli. Circondata dai suoi studenti prediletti durante le sei stagioni dovrà nascondere omicidi e creare prove per far tornare i conti.

La casa di carta di Álex Pina

Quarta ma non ultima stagione della famosissima serie tv spagnola. E’ divisa in due capitoli: il primo con la rapina alla zecca di stato e il secondo con l’attacco alla Banca di Spagna. Questa serie ha appassionato tutti per l’assurdità della sua trama ma a differenza di altre ciò che più è piaciuto allo spettatore e lo ha lasciato senza fiato è la ricchezza di dettagli con cui il Professore ha studiato il piano. Ogni mossa che la polizia spagnola può fare è già stata prevista. Come spesso accade però, il vero imprevisto non considerato neanche dalle menti più brillanti è l’amore. Tutto infatti inizia a crollare quando il Professore si innamora di Rachel.

Hunters di David Weil

La troviamo su Amazon Prime Video, con Al Pacino e Dylan Baker, questa serie racconta le vicende di un gruppo di cacciatori nazisti che alla fine degli anni 70 a New York cerca di fermare la formazione di un quarto Reich. La serie è caratterizzata da scene forti e a tratti splatter. Il finale è aperto e si attende la data di uscita della seconda stagione che è prevista per il 2021.

Emily in Paris di Darren Star

Se shakerate Sex and the city e Il diavolo veste Prada quello che ne uscirà è una commedia leggera dai toni pastello che ha come protagonista una giovane americana figlia della generazione dei social. Emily è una ragazza sorridente piena di entusiasmo che si trasferisce in Francia a Parigi per lavoro ma nonostante le sue più buone intenzioni l’adattamento non sarà facile. Le persone sono ostili e rifiutano la sua diversità di cultura. Riuscirà a sopravvivere allo humor francese e alla r moscia?

La regina degli scacchi di Scott Frank e Allan Scott

Serie tv di Netflix ai primi posti in classifica. E’ fatta molto bene con ambientazioni e costumi ricercati e azzeccatissimi. Non mi è però entrata nel cuore come altre; nonostante la qualità, mi ha lasciato un po’ apatica.

Per i veri giocatori di scacchi la serie è fatta bene perchè a livello di gioco e logistica non lascia nulla al caso ed è studiata nel minimo dettaglio. Per i non appassionati il gioco degli scacchi è solo il fil Rouge che fa da sfondo alla vera storia la cui protagonista è Beth. Rimasta orfana da giovanissima cresce in un orfanotrofio dove, grazie al signor Shaibel, si appassiona al gioco degli scacchi; viene poi adottata da una famiglia del Kentucky. Nella serie seguiamo la sua crescita tra vittorie e sconfitte nel mondo degli scacchi.

Il terzo giorno di Felix Barrett e Dennis Kelly

Una miniserie su Sky divisa in tre parti: la prima intitolata Estate ha come protagonista Jude Law ed è fatta di tre puntate, la seconda Autunno è stata trasmessa in streaming per una durata di 12 ore; la terza intitolata Inverno ha come protagonista Naomie Harris ed è composta da altre tre puntate. Su Sky potete vedere Estate e Inverno. Il riferimento alle sacre scritture è dappertutto, il terzo giorno rappresenta la resurrezione e a livello spirituale potrebbe proprio essere una metafora per ciò che accade ai nostri protagonisti.

E’ un racconto distopico ambientato sull’isola di Osea, la storia di Sam e di Helen ha molti punti in comune, entrambi scappano dai problemi delle loro vite e approdano su quest’isola che li rapisce mentalmente ma dalla quale vogliono anche scappare.

Tiny Pretty Things di Michael MacLennan

Serie Drama tratta dall’omonimo libro di Sona Charaipotra e Dhonielle Claytonche che potete trovare su Netflix dal 14 dicembre. In questa serie seguiamo le storie di un gruppo di ballerini all’interno di una scuola elitaria di danza dopo la scoperta del tentato suicidio di Cassie, una delle ragazze. Il finale è aperto quindi forse ci aspetta una nuova stagione.

Le serie tv che non mi sono piaciute o che non mi hanno convinto del tutto

Vis a vis: el Oasis di Iván Escobar: è lo spin off di Vis a Vis, serie che a differenza di questo ultimo capitolo mi è piaciuta tantissimo. Questo ramo diverso della trama non ha lo stesso gusto e la stessa intensità del resto della storia, si discosta come intento e forza narrativa. La storia poteva concludersi tranquillamente senza questo ultimo capitolo. C’è un unico punto che non boccio totalmente ed è l’ultima puntata; credo però che mi abbia colpito solo per l’empatia che si è creata con i personaggi nelle stagioni precedenti. (Netflix)

Ratched di Ryan Murphy e Evan Romansky: è un thriller psicologico ispirato al romanzo Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey. Potenzialmente poteva essere un capolavoro ma gli autori si sono persi con una miriade di dettagli inutili; se è vero che spesso il rischio nelle rappresentazioni cinematografiche è di non approfondire bene i personaggi e non arricchire la trama di dettagli in questo caso è stato fatto l’errore opposto. La trama è fitta di spunti, a volte interessanti ma poco sviluppati e altre volte inutili al fine della narrazione. Il risultato è chelo spettatore si ritrova stordito e può perdere il filo del discorso. L’attrice Sarah Paulson è molto brava ma si ritrova a recitare in un vortice di azioni parallele che non si uniscono mai. (Netflix)

Baby di Isabella Aguilar e Giacomo Durzi: serie ispirata ai fatti di cronaca di Roma del 2014 legato alle Baby Squillo. Purtroppo è un’occasione sprecata perchè al contrario di Ratched non racconta abbastanza e non approfondisce. I personaggi rimangono in superficie e non vengono analizzati ne mostrati nelle loro sfaccettature più profonde. L’intera trama viene accennata e raccontata come fosse un riassunto di qualcosa. I dialoghi sono superficiali e scontati. Peccato.(Netflix)

We are who we are di Luca Guadagnino: avrei tanto voluto fare un articolo a parte su questa serie, anche per come era stata annunciata prima della sua uscita. Sono 8 puntate totali che io personalmente ho fatto fatica a finire. Mi sono dovuta costringere per vedere come andava a finire. La storia è tirata e stretchata dall’inizio alla fine e lo spettatore è costretto a guardare i protagonisti nel loro quotidiano; li seguiamo e non ci vengono raccontati proprio per scelta del regista, questo però ci porta ad avere dei tempi dilatati all’estremo. Probabilmente Guadagnino, di cui ho molta stima per i film, ha dato un impostazione regista cinematografica e non seriale al lavoro con il risultato di risultare lento.

Il processo ai Chicago 7

Il nuovo film di Aaron Sorkin su Netflix

Ciao amici, era un po’ che non scrivevo qui sul blog, e ho deciso di tornare cambiando totalmente argomento rispetto al mio solito. 

Oltre alla cucina io amo anche il cinema, sono laureata in storia e critica del cinema e lavoro in una società di cinema. Insomma la mia vita è circondata da questo e io ne sono sempre stata affascinata.

Ho deciso per questo di iniziare a fare delle recensioni dei film e delle serie TV che mi hanno colpito particolarmente.

Avevo già iniziato da un po’ di tempo sui social a fare dei commenti ma ho deciso di scrivere anche degli articoli oltre alle storie Instagram e alle IG TV.

Cominciamo con un film uscito su Netflix lo scorso venerdì; di Aaron Sorkin, Il processo ai Chicago 7 (The trial of Chicago 7) prodotto dalla Dreamwork.

E’ un film che parla di razzismo, di violenza e di protesta per la libertà di parola e ci tocca nel profondo perché rientra nella categoria di film che fa scattare senso di giustizia. 

Se provate a immedesimarvi nei protagonisti vi verrà quel fastidio urticante di chi lotta per qualcosa e si trova davanti pareri retrogradi e tanta ignoranza.

I fatti reali e il contesto storico

E’ un film storico percui non si può non considerare il contesto, siamo nel 1968, anno in cui ad Aprile assistiamo all’omicidio di Martin Luther King e a Giugno a quello di Robert Kennedy.

Siamo nell’agosto dello stesso anno a Chicago, città in cui si sarebbe svolta la Convention del Partito democratico, evento in cui si sceglie il candidato per le presidenziali;

più di 10.000 persone si riuniscono per protestare contro la guerra del Vietnam che sta andando avanti da 12 anni. La città è piena di polizia e militari.

Ci sono degli scontri tra la folla e le forze dell’ordine che portano oltre che a molti feriti, all’identificazione di 7 attivisti giudicati colpevoli di aver aizzato la folla contro la polizia e di associazione a delinquere da li nasce il nome Chicago 7.

Inizialmente non vengono incriminati, ma con l’uscita di scena di Johnson e con l’elezione di Nixon venne approvata la Rap Brown Law che incriminava tutti coloro che avessero attraversato il confine con l’intento di protestare e creare scontri. 

Il processo si svolse nel ’69 al 70 e il film di Aaron Sorkin tratta proprio di questo.

Chiamato processo Farsa perché non c’erano effettivamente prove che accertassero la vera origine degli scontri tra attivisti e polizia. Non si sa chi ha provocato e attaccato per primo. 

Il punto è che l’attacco è stato fatto alle loro idee e non per l’effettiva colpevolezza.

Inizialmente gli accusati erano 8, tra loro c’era anche Bobby Seale (tra i fondatori dei Black Panters) che però non aveva preso parte alla manifestazione di Chicago ma era stato li solamente per qualche ora; dichiarato in un secondo momento non colpevole ed escluso dal processo.

Sottolineò però che questo avvenne dopo numerose vicende che nel film rasentano il tragicomico. Seale non era rappresentato dal suo avvocato in aula perché ricoverato in ospedale e questo lo porta a rivolgersi direttamente al giudice Hoffman che però lo richiama all’ordine più volte.

Il processo ai Chicago 7: il commento e i personaggi

E’ un film corale in cui i sette attivisti fanno sentire la loro voce per difendere le proprie idee e per farle valere nel mondo.

Sacha Baron Cohen è il personaggio che più mi è piaciuto perché per quasi tutta la durata del film mostra un carattere irriverente e sfacciato, il classico hippie che prende tutto alla leggera e manda in caciara ogni discorso (basti vedere le risposte che da in aula al giudice, molte sono prese dal vero processo).

Sul finale però fa vedere l’altra parte di se; quando va alla sbarra a deporre escono i veri valori e in una sola frase riassume l’intero senso del film: “Non sono mai stato sotto processo per i miei pensieri prima”.

Gli avvocati dei protestanti erano Leonard Weinglass e William Kunstler interpretati da Ben Shenkman e Mark Rylance.

Il procuratore Richard Schultz interpretato da Joseph Gordon-Levitt nonostante svolga al meglio il suo ruolo di accusatore si riscatta in piccola parte nella scena finale.

E’ un personaggio controverso perché ci convince di essere convinto delle sue idee ma nel finale ci fa capire che non è totalmente dalla parte dei cattivi e che un cuore e una coscienza ce li ha anche lui.

Il giudice Julius Hoffman interpretato da Frank Langella riesce perfettamente a farsi odiare dallo spettatore; da un lato incarna bene l’autorità di chi sa e può rappresentare la giustizia senza farsi mettere i piedi in testa da nessuno, ma dall’altra parte ha quell’ottica ottusa data dall’età e dal carattere conservatore tipico della lobby giuridica.

Il processo ai Chicago 7 è un film attuale

E’ un film che fa riflettere sulla condizione umana non solo di quell’epoca ma anche dei giorni nostri; è un film del tutto attuale e ci catapulta nelle storie di cronaca di cui si parla continuamente anche oggi. 

Senza spoilerare vi dico che l’ultima scena per me è stata davvero toccante, la lacrimuccia mi è scesa perché Sorkin è riuscito a trasmettere i veri valori per cui quelle persone si battevano e scendevano in piazza rischiando la vita, ci fa vedere la forza che possono avere le idee.

Nel 1972 ci fu l’assoluzione di tutti i condannati.

Il film ha vinto il premio come miglior sceneggiatura ai Golden Globe 2021.

L’Ora d’Aria di Marco Stabile a Firenze

Una fuga sublime tra i vicoli fiorentini con una stella Michelin

L’ora d’aria è il perfetto equilibrio tra la tradizione toscana e l’innovazione della cucina moderna.

La cena comincia proprio con il cameriere che augura “Buona ora d’aria”; e così deve essere secondo me il tempo passato in un ristorante di questo tipo, una pausa rilassante per staccare dalla routine e dagli impegni. E’ un posto di ottima qualità che permette di conoscere, gustare e sperimentare un’esperienza culinaria unica e particolare.

Ricercato e curato è un posto appartato in Via dei Georgofili 11; in questo particolare momento hanno deciso di non utilizzare le sale interne ma solo la parte esterna ed è ancora più caratteristico e suggestivo.

Cominciamo dal ristorante e dal suo nome dato sia, come anticipato, dall’augurio di passare un’ora piacevole a gustare i loro piatti; sia per la vicinanza con il primo carcere fiorentino.

Lo stile è essenziale (anche se non ho avuto modo di visitare la parte interna) elegante e curato ma non ostentato.

Una delle cose che più apprezzo è la cucina a vista con la vetrina che affaccia sulla via. Lo chef Marco Stabile dopo un percorso in crescita nella ristorazione di qualità è arrivato a meritarsi una stella Michelin grazie alla tenacia e all’impegno nel portare in tavola prodotti del territorio e ad esaltarne il gusto con abbinamenti e creazioni uniche.

Il Menù all’Ora d’Aria

All’Ora d’aria potete scegliere tra tre percorsi: Voglio sentirmi toscano a base di carne, Il pesce pensiero a base di pesce e Il mio percorso vegetale a base vegetariana.

Danno molta importanza all’Olio extravergine d’oliva e per questo motivo c’è un’attenta scelta e selezione. Per cominciare portano infatti un olio locale da provare e un’alzatina con cinque tipi di pane fatti da loro; uno toscano classico senza sale che è l’ideale per assaggiare l’olio, uno ai cinque cereali, un pane nero e due focaccine una con pomodoro e una alla cipolla.

Io ho scelto il menù di carne che è così composto:

  • Tartara di manzo marinata alla birra, pera e semi di coriandolo
  • Tortelli farciti di piccione, menta, acqua di peperone
  • In cima all’Abetone: manzo, funghi porcini, tartufo nero, miele di montagna
  • Selezione di formaggi, frutta di stagione, miele e pane alle noci
  • Olio dolce: crumble all’olio EVO, gelato alle olive taggiasche, crema di semolino, robiola e lime, mousse al cioccolato bianco
  • Piccola pasticceria

Ho abbinato al menù scelto uno champagne Lamiable. Questa Maison sorge a Tours-sur-Marne ed è classificato Grand Cru. E’ 60% pinot noir e 40% chardonnay. Da indicazioni sarebbe più indicato con il pesce ma io sono della scuola di pensiero che lo champagne si abbina a tutto.

Il costo di tutti i menù è di 90€ per persona.

Per ulteriori informazioni consultate il sito dell’Ora Stabile.

Cosa ho mangiato all’Ora d’Aria

Tartara di manzo marinata alla birra, pera e semi di coriandolo

Troverete una tartare di manzo con un ottima carne di qualità marinata alla birra accostata al sapore fresco delle pere con i semi di coriandolo e la croccantezza delle nocciole.

Tortelli farciti di piccione, menta, acqua di peperone

Tortelli con pasta fatta a mano farciti di piccione abbinati all’acqua di peperone delicata. Il sapore della menta rinfresca il piatto e lo rende accattivante.

In cima all’Abetone: manzo, funghi porcini, tartufo nero, miele di montagna

Filetto di manzo abbinato ad una combinazione di funghi sotto arrosto e sopra sotto forma di cialda. La materia prima è di prima scelta, io l’ho presa al sangue e vi assicuro che la carne è di una morbidezza unica. E’ uno dei piatti più buoni mai assaggiati.

Selezione di formaggi, frutta di stagione, miele e pane alle noci

Tris di formaggi da gustare con miele, pere e mele e un ottimo pane.

Olio dolce: crumble all’olio EVO, gelato alle olive taggiasche, crema di semolino, robiola e lime, mousse al cioccolato bianco

Questa è l’innovazione a mio parere più grande e sorprendente di tutta la serata. Il gelato alle olive taggiasche è una vera scoperta. Condiscono tutto con un filo d’olio extravergine d’oliva che da un sapore fresco che ricorda il pomodoro.

Piccola pasticceria

Tris di mignon di piccola pasticceria, troverete una frolla, una financier alla nocciola e un tartufo. Ottimi e deliziosi.

Firenze in due giorni

Cosa guardare e dove mangiare a Firenze in un week end

Ho passato il week end di Ferragosto a Firenze, era un viaggio che desideravo fare da tempo e complice il periodo attuale ho pensato che fosse la meta ideale per evitare le classiche spiagge affollate.

Sono riuscita a visitare tutti i posti che desideravo tra cui la Galleria degli Uffizi che per un’amate dell’arte come me era davvero un peccato non averla mai visitata.

Ho anche provato vari posti in cui mangiare in cui mi sono travata davvero bene.

Qui di seguito quindi vi riporto i miei consigli per passare due giorni a Firenze tra arte, natura e buon cibo.

La Galleria degli Uffizi

Si trova a pochi passi dal Ponte Vecchio ed è una delle Gallerie più ricche e interessanti da vedere per gli amanti dell’Arte. Potete infatti trovare opere di Botticelli, Raffaello, Tiziano, Giotto, Caravaggio. Sono qua esposte due delle opere italiane più conosciute al mondo: la Nascita di Venere e la Primavera di Botticelli. Potete anche trovare l’Annunciazione di Leonardo Da Vinci, lo scudo con la testa di Medusa, Bacco adolescente di Caravaggio e molte altre. 

Il Corridoio Vasariano purtroppo attualmente è chiuso per restauro ma è fortemente consigliato.

A livello organizzativo vi consiglio per praticità di prenotare il vostro biglietto online. Una volta arrivati all’ingresso ritirerete il biglietto con prenotazione alla mano e all’orario prestabilito vi faranno entrare. In caso contrario potete rischiare code di anche due/tre ore.

I prezzi sono i seguenti:

  • Intero                                      20€
  • Ridotto                                   2€
  • Prenotazione ingresso            4€

Se la vostra intenzione è visitare anche Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli vi consiglio il Passepartout valido 5 giorni al costo di 38€. Con questo pass potrete accedere nell’arco di 5 giorni in tutti e tre i musei partendo però dalla Galleria degli Uffizi. Quindi mi raccomando conservate il biglietto fino al completamento di tutte le visite.

All’interno c’è la possibilità di noleggiare l’audioguida e seguire una visita guidata.

Per ulteriori info trovate tutto nel sito ufficiale.

Palazzo Pitti

Il palazzo in stile rinascimentale si trova nella parte sud della città, una volta attraversato Ponte Vecchio proseguite su Via dei Guicciardini.

Al suo interno ci sono varie sale: la Galleria Palatina, la Galleria di Arte moderna, il tesoro dei Granduchi, gli appartamenti reali e imperiali e il museo della moda e del costume. 

Proprio in quest’ultima sala fino a Settembre c’è la mostra temporanea delle calzature intitolata “Ai piedi degli Dei”, al suo interno potrete ripercorrere la storia delle calzature dall’antichità.

A Palazzo Pitti potrete trovare importanti dipinti, sculture, porcellane, costumi e preziosi.

E’ stata la residenza del Granducato di Toscana anche se ha continuato a mantenere il nome della famiglia originaria Pitti. In seguito fu residenza anche dei Lorena e dei Savoia.

La vista sul Giardino di Boboli è stupenda.

Giorni di apertura                   Da martedì a domenica dalle 08:30 alle 13:30

  • Intero                                     16€
  • Ridotto                                   2€
  • Prenotazione ingresso        3€

Per ulteriori info trovate tutto nel sito ufficiale.

Giardino di Boboli

Nasce come giardino di Palazzo Pitti è ora visitabile anche separatamente. E’ il classico esempio di giardino all’italiana ed è arricchito con sculture, statue e fontane; è un posto tranquillo per fare una passeggiata tra la natura e rilassarsi. Ve lo consiglio perché vi sembrerà di essere catapultati in un’altra epoca.

I giorni di apertura sono dal lunedì alla domenica dalle 8:30, l’orario di chiusura varia a seconda dei mesi vi consiglio pertanto di visitare il sito.

Prezzi

  • Intero                                     10€
  • Ridotto                                   2€
  • Prenotazione Ingresso            3€

Per ulteriori info trovate tutto nel sito ufficiale.

Cattedrale di Santa Maria del Fiore

Definita anche il Duomo di Firenze è la chiesa simbolo della città; completata nel 400 è la terza chiesa più grande d’Europa.

Caratteristica per la sua facciata elegante ricca di marmi colorati e mosaici è uno dei maggiori esempi di neogotico in Italia.

Per visitarla non è necessaria la prenotazione ed è aperta dal lunedì al sabato (chiusa la domenica) dalle 10:30 alle 16:15.

Battistero e Museo

Il battistero di San Giovanni è visitabile o singolarmente o insieme al museo con il biglietto cumulativo (il museo non si può visitare da solo) è una delle chiese più antiche della città. La pianta è ottagonale ed è costituito al suo interno da lastre di marmo. 

L’ingresso è di fronte alla facciata della Cattedrale.

Il museo dell’Opera del Duomo è ricco di opere d’arte tra sculture fiorentine, statue e rilievi medioevali e rinascimentali.

Con il biglietto cumulativo è obbligatorio visitare prima il museo e in seguito il Battistero.

I biglietti si possono acquistare Online o nelle biglietterie sul lato della piazza. 

Il biglietto cumulativo è disponibile nei giorni di Sabato, Domenica e Lunedì e costa 10€.

Il biglietto per l’ingresso del Battistero è disponibile da Martedì a Venerdì e ha un costo di 5€ quello intero e 3€ quello ridotto.

Campanile di Giotto

Risale al 300 ed è uno dei maggiori esempi di architettura gotica fiorentina.

Non è presente l’ascensore e la salita a piedi è di oltre 400 scalini.

Il costo è di 14€ il biglietto intero e 7€ il biglietto ridotto.

Piazza della Signoria e Palazzo vecchio

E’ la piazza principale, nel cuore pulsante della città, è sempre stata considerata il centro politico di Firenze, nel mezzo sorge la Fontana di Nettuno e ai lati potete trovare la loggia dei Lanzi e Palazzo Vecchio; è anche ricca di ristoranti e locali turistici per riposarsi dopo una lunga camminata per le vie della città. Piazza della Signoria è la sede del comune.  

Palazzo Vecchio in origine si chiamava “Palazzo dei Priori”, diventato poi “Palazzo della Signoria” ha preso il nome attuale nel 1565. All’interno potete trovare opere d’arte tra cui la Giuditta di Donatello e il Genio della Vittoria di Michelangelo

Nella parte sotterranea ci sono i resti del teatro romano.

Molto bello anche il camminatoio della torre.

Se amate gli arazzi vi consiglio fortemente di la sala degli arazzi del Dugento.

Le visite sono consentite dal Venerdì al Lunedì dalle 15 alle 20.

Il costo del biglietto è di 12,50

Se volete visitare anche la sala degli arazzi del Dugento il costo è di 15,50€

Per ulteriori info:
Tel. Biglietteria 055 2768325 
[email protected]

Galleria dell’Accademia 

Famosa per le numerose opere di Michelangelo espone anche il David, per questo motivo è uno dei musei con maggior numero di affluenza di turisti.

Al suo interno ha anche il Museo degli strumenti musicali.

Aperto tutti i giorni dal Martedì alla Domenica dalle 9:00 alle 16:30

Il costo del biglietto intero è di 12€ mentre quello ridotto è 6€

Piazzale Michelangelo

Tappa obbligata per chi ama i panorami si trova nella zona sud della città. La sua grande terrazza affaccia su tutta la città e questo permette di fare foto panoramiche mozzafiato.

Ponte Vecchio

E’ una delle mete turistiche più conosciute nel mondo. Il ponte è costeggiato da entrambi i lati da negozi e artigiani.

Dove mangiare a Firenze

All’antico vinaio

Tappa fissa se si va a Firenze per gustare un buon panino farcito di prodotti locali di ottima qualità. Il posto è centrale, adiacente alla galleria degli Uffizi in Via Dei Neri 65.

La fila spesso è lunga ma vi assicuro che ne vale la pena. La scelta è tra salumi toscani tra cui prosciutto crudo, sbriciolona, capocollo e porchetta. Gli abbinamenti sono squisiti e i prezzi sostenibili.

Qua trovate il menù.

Vineria del Re

E’ un wine bar e ristorante in Piazza della Repubblica.

Se dovete consumare un pasto veloce ve lo consiglio per i taglieri, ma potete anche pranzare o cenare in tutta tranquillità scegliendo dal menu tra piatti locali toscani e pietanze tradizionali.

Qua il link per consultare il menù.

Se l’articolo vi è piaciuto lasciate un commento.

Il Convivio Troiani

Una stella Michelin a Roma

Il Convivio Troiani in Via dei Soldati 31 è a due passi da Piazza Navona a Roma; unisce il gusto della tradizione con l’innovazione della cucina moderna. E’ un esperienza unica che vi porterà attraverso abbinamenti unici e particolari all’interno di un percorso gustativo indimenticabile. Vi consiglio come per quasi tutti i ristoranti stellati il menù degustazione che vi permetterà di assaporare molti dei piatti del ristorante.

Preparatevi ad un’esperienza sensoriale sublime. Premiato con una stella Michelin è anche certificato per la ristorazione di qualità “Conosci il tuo pasto“. Utilizzando prodotti del territorio, materie prime D.O.P. e I.G.P. e con un occhio di riguardo all’origine e all’impatto ambientale ha ottenuto tre galletti e due foglie.

La location

Nel cuore di Roma il Convivio Troiani è un ristorante tradizionale, accogliente ed elegante. Le sale dai colori chiari ed uniformi vi avvolgeranno in un ambiente caldo e appartato.

Potete scegliere tra quattro sale. Io ho mangiato nella Loggia ma se potete vi consiglio il Chiostro in cui potrete ammirare l’immensa selezione di vini e cenare accanto ad un bosco verticale suggestivo e romantico.

Anche la Rimessa è una sala che consiglio, ha posizionato al centro della stanza un grande tavolo in legno perfetto per cene di gruppo.

La quarta sala è La Galleria in cui potrete ammirare alcune opere d’arte.

Il menù del Convivio Troiani

Come anticipato vi consiglio il menù degustazione ma potete anche scegliere il menù a la carta.

Inizialmente vi porteranno come benvenuto un macaron rivisitato salato con fegatini delicatissimo e un “chia-viale” ovvero un caviale a base di chia con pane caldo e burro.

I piatti che consiglio:

Carpaccio di cocomero alla “manzese”, un piatto innovativo, fresco e saporito. L’inaspettato per il palato.

Ricciola in olio cottura, salicornia, maionese di mandorle. Una delizia per le papille gustative.

Ajo e ojo, gamberi rossi, limone, mandorle, menta e pecorino. Indimenticabile.

Costata di manzo BBQ, insalata frutta e verdure. Il piatto che ordineresti più e più volte.

I prezzi dei menù degustazione sono:

5 portate € 95,00 – 7 portate € 120.00 – 9 portate € 140.00

Per maggiori informazioni potete andare nel sito del ristorante.

Il Convivio Troiani

Vicolo dei soldati, 31
00186 – Roma

+39 06 68 69 432

[email protected]

Dal Lunedì al Sabato
dalle 19.30 alle 23.00.

Chiuso la Domenica.

American Burger Buns, ecco come prepararli

Un po’ di America a casa nostra

Anche oggi vi faccio viaggiare, andiamo oltreoceano, e prepariamo un vero American Burger buns. Avete presente il classico panino gigante con dentro l’hamburger che vediamo sempre nei film, ecco, sarete in grado di farlo a casa da soli e sarà buonissimo.

Qualche giorno fa ho visto una storia Instagram di mia cugina che li ha cucinati e avendo un aspetto delizioso non ho esitato a chiederle la ricetta. Mi sono cimentata subito perchè dopo due mesi chiusa in casa avevo proprio voglia di un bel panino con l’hamburger.

E’ davvero semplice e il risultato è ottimo. Potete decidere di farcirlo a vostro gusto, io ad esempio lo amo con hamburger, broccoletti ripassati e scaglie di pecorino. Altrimenti potete optare per una scelta più classica con hamburger, cheddar, pomodori e insalata. Sbizzarritevi e divertitevi a provare combinazioni diverse.

Cominciamo dal principio, cosa ci serve per preparare il vero American Burger Buns.

Ingredienti (per 6 panini):

  • 500 gr di farina
  • 280 gr di latte
  • 40 gr di zucchero
  • 1 cucchiaino di miele
  • 15 gr di lievito
  • 20 gr di olio di oliva
  • 30 gr di burro
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • semi di sesamo

Procedimento:

Per prima cosa scaldiamo il latte fino a renderlo leggermente tiepido e sciogliamo al suo interno il miele, lo zucchero e il lievito.

Cominciamo a incorporare la farina poco per volta e impastiamo. Aggiungiamo l’olio, il burro e un uovo intero. Impastiamo bene fino ad ottenere un composto morbido.

Lasciamo riposare in una ciotola per due ore coperto con un canovaccio.

Passate le due ore dividiamo l’impasto in sei parti uguali e formiamo delle palline.

Appoggiamole sulla lacca da forno su cui cuoceremo i nostri panini e lasciamo riposare altre due ore sempre coprendo con un canovaccio.

Passate le due ore spennelliamo la superficie delle palline di impasto, che nel frattempo saranno raddoppiate di volume, con un tuorlo sbattuto insieme ad un cucchiaio di latte; cospargiamo la superficie con i semi di sesamo e inforniamo a 180° per 20 minuti.

Una volta cotti lasciate leggermente raffreddare, tagliate a metà e farcite a piacere.

Bagels: ecco come prepararli

La ricetta dei bagels

Una delle cose che più amo mangiare quando siamo all’estero durante i nostri viaggi sono i bagels con il salmone. Se ci sono potete stare sicuri che sceglierò quelli per la mia colazione.

Non mangiandoli da un po’ di tempo ma soprattutto non sapendo quando mi sarà possibile rimangiarli di nuovo mi sono cimentata in cucina per riuscire a riprodurli a casa.

Ammetto che ho fatto un paio di tentativi per riuscire ad averli esattamente come volevo ma vi rassicuro, è davvero semplice, basta seguire tutti i passaggi alla lettera. Fidatevi, verranno buonissimi.

Cominciamo allora dal principio.

Ingredienti (5 bagels):

  • 350 gr di farina
  • 7 gr di lievito
  • 5 gr di sale
  • 25 gr di zucchero
  • 15 ml di olio
  • 160 ml di acqua
  • 2 cucchiai di semi di papavero
  • 1 tuorlo

Procedimento:

Per prima cosa sciogliete il lievito nell’acqua tiepida e incorporatelo pian piano nella farina, vi consiglio di utilizzare una planetaria o, se non l’avete, un gancio impastatore. Aggiungete il sale, lo zucchero e l’olio e continuate a impastare per una decina di minuti.

Lasciate riposare per un’ora.

A questo punto spolverate una spianatoia o un tagliere grande con la farina e adagiate sopra il vostro impasto. Dividetelo in 5 pezzetti più piccoli e lavorateli fino a formare delle sfere.

Lasciatele riposare 20 minuti coperte con un canovaccio.

Prendete l’impasto tra le mani e con le dita fate un buco al centro della vostra palla. Riadagiate i vostri cerchi sul tagliere, coprite con un canovaccio e lasciate riposare per altri 20 minuti.

In una pentola fate sobbollire dell’acqua e immergete i vostri bagles un minuto per lato, io per facilitare il procedimento utilizzo una schiumarola.

Una volta scolati, adagiateli sulla teglia che andrà nel forno. Spennellate la superficie dei bagles con il rosso d’uovo e spargeteci sopra i semi di papavero.

Infornate a 180° per 25 minuti.

I nostri amati bagels sono pronti. A me piace moltissimo gustarli con salmone, Philadelphia e avocado ma anche con la crema al cioccolato sono ottimi.

Buon appetito!

Crostata con mele, crema e cannella

Oggi vi parlo di una torta che faceva sempre mia nonna quando ero piccola, la crostata con mele, crema e cannella. La ricetta è quella che usava lei e devo dire che è davvero eccezionale.

Prepareremo una base di pasta frolla classica, faremo uno strato di mele e cannella e ricopriremo tutto con uno strato di crema pasticcera.

Ingredienti:

Per la frolla

  • 300 gr di farina
  • 150 gr di burro
  • 150 gr di zucchero
  • 1 uovo intero

Per la crema pasticcera

  • 1/2 litro di latte
  • 4 tuorli
  • 30 gr di farina
  • 100 gr di zucchero
  • buccia di limone
  • una mela
  • una noce di burro
  • un cucchiaio di zucchero
  • un cucchiaio scarso di cannella

Procedimento:

Per la nostra crostata con mele, crema e cannella cominciamo preparando la pasta frolla.

Misceliamo farina e burro fino ad ottenere un composto granuloso ma uniforme, aggiungiamo poi l’uovo e lo zucchero e misceliamo nuovamente. Lavoriamo un pochino l’impasto con le mani e creiamo una palla che facciamo riposare in frigorifero per un’oretta.

Nell’attesa prepariamo la crema pasticcera che richiederà del tempo per raffreddare. In un tegame con una frusta sbattiamo uova e zucchero, aggiungiamo poi la farina piano piano continuando a mescolare facendo attenzione a non creare grumi.

In un pentolino portiamo a bollore il latte con la scorza del limone grattugiata; una volta raggiunta l’ebollizione lo versiamo a filo nel composto creato precedentemente sempre continuando a mescolare. Mettiamo il tegame sul fuoco e facciamo cuocere per 4 minuti, quando inizia ad addensarsi spegniamo. Versiamo la crema in una scodella e lasciamo raffreddare.

Riprendiamo la nostra frolla e la stendiamo in una tortiera, come vi ho raccontato nell’articolo precedente, utilizzo questa forata che permette una cottura più uniforme. Rimettiamo la tortiera in frigorifero per altri venti minuti.

In una padella facciamo andare a fuoco medio le mele tagliate a fettine con una noce di burro, un cucchiaio di zucchero e la cannella.

A questo punto preriscaldiamo il forno a 170°. Prendiamo la tortiera, cospargiamo le mele sulla frolla, ricopriamo tutto con la crema pasticcera e inforniamo per 35 minuti.

Controllate comunque di tanto in tanto la doratura della frolla. Vi consiglio di mettere sotto alla tortiera un foglio di carta forno perchè dai fori potrebbe fuoriuscire del burro fuso durante la cottura.

Quando è pronta togliete dal forno e guarnite a piacere, potete spolverare con dello zucchero a velo.

Crostata al cioccolato e banana

In questi giorni di chiusura totale e di carenza di rapporti umani bisogna coccolarsi e consolarsi con il cibo, e perchè non farlo con una bella crostata al cioccolato e banana? I social impazzano con ricette di ogni genere e per questo motivo ho pensato di darvi un altro spunto per preparare un dolce. In questo articolo vi parlo dell’ultima creazione preparata ieri sera e… lo ammetto, è già finita.

Quello che vi serve è un barattolo di cioccolata spalmabile; potete usare la nutella, oppure la crema di nocciola, in questo caso io ho utilizzato la crema al cioccolato Napolitaner dei Loacker.

Ingredienti:

Per la frolla:

  • 250 gr di farina OO
  • 100 gr di burro
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • 100 gr di zucchero
  • 300 gr di crema spalmabile
  • 2 banane
  • 2 cucchiai di panna liquida da cucina

Procedimento:

Per la nostra crostata al cioccolato e banana cominciamo preparando la frolla: sciogliamo il burro già a temperatura ambiente con una frusta e aggiungiamo la farina poco alla volta continuando a miscelare.

Incorporiamo anche gli altri ingredienti ovvero zucchero, un uovo intero e un tuorlo. Continuiamo a frullare fino ad ottenere un composto omogeneo. A questo punto creiamo una palla e la mettiamo in frigorifero a riposare per un’ora avvolta nella pellicola trasparente da cucina.

Nell’attesa tagliamo le banane a rondelle e in una ciotola mescoliamo la crema spalmabile al cioccolato con due cucchiai di panna liquida fino a che non diventino ben miscelati.

Passata un’ora stendiamo la frolla in una tortiera rotonda da forno, io utilizzo quelle bucherellate che agevolano la cottura nella parte inferiore. Si possono trovare anche su Amazon. Io utilizzo questa con il fondo estraibile.

Una volta stesa la frolla nella tortiera creiamo uno strato con le fettine di banana e ricopriamo tutto con la crema di cioccolato. Con le fettine di banana rimanenti guarniamo la superficie.

Inforniamo a 170° per 30 minuti in forno preriscaldato.

Buon appetito a tutti.

Cous cous marocchino con verdure

La vera ricetta del cous cous

Eccomi di nuovo qui per raccontarvi una nuova storia di cucina, oggi parliamo del cous cous marocchino. Il cous cous è un piatto gustoso che si prepara velocemente. Vi racconterò i segreti per cucinare il vero cous cous; ammetto che mi sono stati svelati qualche anno fa da una ragazza del Cairo che per lavoro si è trasferita a Milano.

Prima delle sue spiegazioni lo facevo diversamente e devo ammettere che i suoi suggerimenti sono stati molto utili.

Il cous cous può essere un piatto unico, solitamente viene preparato con verdure e agnello, ma anche con il pesce si possono fare degli ottimi abbinamenti. Qui vi propongo la ricetta con solo verdure. Ma come sapete la creatività in cucina spesso porta ottimi risultati quindi osate e sperimentate.

Ingredienti per il cous cous marocchino

Per due persone:

  • 200 gr di cous cous
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 zucchina
  • 1 melanzana
  • 1/2 peperone rosso
  • brodo di verdure
  • aglio
  • curcuma
  • cumino

Procedimento

Per prima cosa scaldiamo l’olio in una pentola antiaderente con dell’aglio schiacciato o in camicia se preferite un sapore più leggero.

Pulite e tagliate le verdure a pezzetti piccoli, può essere una valida alternativa frullarle leggermente. Mettetele in padella e saltatele a fuoco medio basso per 10/15 minuti, fate attenzione a non bruciarle.

Preparate il brodo in un pentolino a parte e portate a ebollizione.

Prendete una padella e scaldatela, una volta raggiunta la temperatura tostate per due minuti il cous cous. Aggiungete il doppio della quantità di acqua del cous cous e fate cuocere dieci minuti. Una volta che l’acqua sarà completamente assorbita aggiungete le verdure e le spezie e saltate in padelle per qualche altro minuto in modo che tutti gli ingredienti si amalgamino bene tra di loro.

Potete servire a piacere freddo o caldo. Io aggiungo sempre qualche foglia di basilico per rendere il piatto più fresco ed estivo.