Lifestyle

Lampadine accese nella mia testa

Le serie TV del 2020

Serie TV uscite nel 2020 che potresti non aver visto (no spoiler)

Il 2020 è stato un anno strano, lo continuiamo a ripetere, ma nella sua assurdità ci ha dato modo di passare il tempo coltivando le nostre passioni. Si perchè non potendo uscire di casa abbiamo potuto leggere il libro per cui non trovavamo il tempo, fare il corso d’inglese che rimandavamo, spaparanzarci sul divano e fare scorpacciata di serie tv.

Quali sono secondo me le serie tv degne di nota, quelle che si possono vedere con leggerezza senza troppa concentrazione e quali quelle che non mi sono piaciute per nulla.

Dark di Baran bo Odar e Jantje Friese

E’ uscita quest’anno la terza stagione della serie tv più contorta della storia delle serie tv. Thriller e fantascienza si uniscono per creare una trama intrecciata su più livelli; più si avanza nella storia più i fili aumentano. E’ una serie che va seguita con la massima attenzione e con una mappa alla mano o sul cellulare. Ne potete trovare tante diverse su internet e vi assicuro che, sopratutto per la terza stagione, sono davvero utili.

Nonostante sia una storia complicata e intricata è studiata perfettamente in ogni minimo dettaglio e come i pezzi di un puzzle alla fine tutto trova l’incastro giusto. Io l’ho amata e sono rimasta estasiata dal finale che conclude in modo degno una serie di alto livello. Non stona e non la sminuisce ma anzi ne esalta il senso e chiude il cerchio alla perfezione.

Unorthodox di Anna Winger e Alexa Karolinski

Cominciamo da quella che più mi ha colpito per la sua struttura, la meticolosità dei dettagli e la fedeltà al reale. Unhortodox la trovate su Netflix ed è una miniserie in 4 episodi di produzione tedesca e statunitense. Tratta da “Ex ortodossa. Il rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche” autobiografia di Deborah Feldman. La forza di questa serie è la chiarezza con cui viene raccontata una realtà diversa dalla nostra; ci fa riflettere e ci fa porre dei quesiti. Se vi piace vi invito a vedere anche Unorthodox: dietro le quinte, sempre su Netflix.

Esty è una diciannovenne ultra-ortodossa di New York. Secondo questa religione le donne servono solo per avere figli, non possono ne leggere ne studiare. Per ribellarsi ad un destino già scritto scappa e va a Berlino dove vive la madre che aveva fatto la stessa scelta molti anni prima. Il marito di Esty dopo aver scoperto la sua fuga parte con un amico per convincerla a ritornare a casa.

Normal People di Lenny Abrahamson

Mini serie tv di 12 episodi tratta dall’omonimo romanzo di Sally Rooney; la trovate su StarzPlay (presente tra i canali di AppleTv e Amazon Prime Video).

E’ una serie teen che parla di amore. La storia che lega Marianne e Connell è di quelle complicate ma allo stesso tempo semplici. E’ una relazione tra adolescenti in cui i veri problemi ancora non esistono, ciò che blocca il loro idillio è il fatto stesso di essere ragazzi e di avere delle insicurezze. Viviamo con loro il crescere e il divenire del loro legame che si trasforma con il passare dagli anni, passiamo infatti dal liceo all’università osservando il mutare dei personaggi stessi. E’ una serie di altissima qualità, la trama è sviluppata senza intoppi, in modo naturale e scorre piacevolmente.

Little Fire Everywhere di Liz Tigelaar

Mini serie tv tratta dall’omonimo romanzo di Celeste Ng disponibile su Hulu (anche canale di Amazon Prime Video). Vorrei innanzitutto soffermarmi sul cast perchè il questa serie troviamo Reese Witherspoon, Kerry Washington e Joshua Jackson.

Mia e la figlia Pearl arrivano in un tranquillo sobborgo di Cleveland e vivendo la loro quotidianità sgretolano pian piano l’apparente equilibrio preesistente. Tra un susseguirsi di segreti e bugie la forzata serenità della famiglia Richardson si frantuma in mille pezzi e la madre Elena che cerca fino alla fine di tenere tutto in piedi ci sorprenderà in un finale inaspettato.

Killing Eve di Phoebe Waller-Bridge

Tratto da “Villanelle” romanzo di Luke Jennings lo trovate su Tim Vision. Vincitore di numerosi premi tra cui un Golden Globe e un Emmy per le attrici protagoniste Sandra Oh e Jodie Comer. Nel 2020 è uscita la terza stagione. Standing ovation ai costumi e alla colonna sonora.

Eve Polastri, agente dei servizi segreti Britannici viene incaricata di arrestare Villanelle, un’assassina psicopatica introvabile. Tra le due protagoniste nascerà un rapporto di ossessione reciproco che vi terrà incollati allo schermo.

Le regole del delitto perfetto di Peter Nowalk

Sesta e ultima stagione conclude una serie che è stata apprezzata tra alti e bassi; a me personalmente è piaciuta tutta ma questa ultima stagione è effettivamente a detta di tutti la più bella. Chiude perfettamente il cerchio e risponde alle domande rimaste aperte nelle stagioni precedenti.

Viola Devis nei panni dell’insegnante universitaria di legge Annalise Keating ci mostra con la sua tenacia e la sua forza come arrivare in fondo ai problemi e a svelare i veri colpevoli. Circondata dai suoi studenti prediletti durante le sei stagioni dovrà nascondere omicidi e creare prove per far tornare i conti.

La casa di carta di Álex Pina

Quarta ma non ultima stagione della famosissima serie tv spagnola. E’ divisa in due capitoli: il primo con la rapina alla zecca di stato e il secondo con l’attacco alla Banca di Spagna. Questa serie ha appassionato tutti per l’assurdità della sua trama ma a differenza di altre ciò che più è piaciuto allo spettatore e lo ha lasciato senza fiato è la ricchezza di dettagli con cui il Professore ha studiato il piano. Ogni mossa che la polizia spagnola può fare è già stata prevista. Come spesso accade però, il vero imprevisto non considerato neanche dalle menti più brillanti è l’amore. Tutto infatti inizia a crollare quando il Professore si innamora di Rachel.

Hunters di David Weil

La troviamo su Amazon Prime Video, con Al Pacino e Dylan Baker, questa serie racconta le vicende di un gruppo di cacciatori nazisti che alla fine degli anni 70 a New York cerca di fermare la formazione di un quarto Reich. La serie è caratterizzata da scene forti e a tratti splatter. Il finale è aperto e si attende la data di uscita della seconda stagione che è prevista per il 2021.

Emily in Paris di Darren Star

Se shakerate Sex and the city e Il diavolo veste Prada quello che ne uscirà è una commedia leggera dai toni pastello che ha come protagonista una giovane americana figlia della generazione dei social. Emily è una ragazza sorridente piena di entusiasmo che si trasferisce in Francia a Parigi per lavoro ma nonostante le sue più buone intenzioni l’adattamento non sarà facile. Le persone sono ostili e rifiutano la sua diversità di cultura. Riuscirà a sopravvivere allo humor francese e alla r moscia?

La regina degli scacchi di Scott Frank e Allan Scott

Serie tv di Netflix ai primi posti in classifica. E’ fatta molto bene con ambientazioni e costumi ricercati e azzeccatissimi. Non mi è però entrata nel cuore come altre; nonostante la qualità, mi ha lasciato un po’ apatica.

Per i veri giocatori di scacchi la serie è fatta bene perchè a livello di gioco e logistica non lascia nulla al caso ed è studiata nel minimo dettaglio. Per i non appassionati il gioco degli scacchi è solo il fil Rouge che fa da sfondo alla vera storia la cui protagonista è Beth. Rimasta orfana da giovanissima cresce in un orfanotrofio dove, grazie al signor Shaibel, si appassiona al gioco degli scacchi; viene poi adottata da una famiglia del Kentucky. Nella serie seguiamo la sua crescita tra vittorie e sconfitte nel mondo degli scacchi.

Il terzo giorno di Felix Barrett e Dennis Kelly

Una miniserie su Sky divisa in tre parti: la prima intitolata Estate ha come protagonista Jude Law ed è fatta di tre puntate, la seconda Autunno è stata trasmessa in streaming per una durata di 12 ore; la terza intitolata Inverno ha come protagonista Naomie Harris ed è composta da altre tre puntate. Su Sky potete vedere Estate e Inverno. Il riferimento alle sacre scritture è dappertutto, il terzo giorno rappresenta la resurrezione e a livello spirituale potrebbe proprio essere una metafora per ciò che accade ai nostri protagonisti.

E’ un racconto distopico ambientato sull’isola di Osea, la storia di Sam e di Helen ha molti punti in comune, entrambi scappano dai problemi delle loro vite e approdano su quest’isola che li rapisce mentalmente ma dalla quale vogliono anche scappare.

Tiny Pretty Things di Michael MacLennan

Serie Drama tratta dall’omonimo libro di Sona Charaipotra e Dhonielle Claytonche che potete trovare su Netflix dal 14 dicembre. In questa serie seguiamo le storie di un gruppo di ballerini all’interno di una scuola elitaria di danza dopo la scoperta del tentato suicidio di Cassie, una delle ragazze. Il finale è aperto quindi forse ci aspetta una nuova stagione.

Le serie tv che non mi sono piaciute o che non mi hanno convinto del tutto

Vis a vis: el Oasis di Iván Escobar: è lo spin off di Vis a Vis, serie che a differenza di questo ultimo capitolo mi è piaciuta tantissimo. Questo ramo diverso della trama non ha lo stesso gusto e la stessa intensità del resto della storia, si discosta come intento e forza narrativa. La storia poteva concludersi tranquillamente senza questo ultimo capitolo. C’è un unico punto che non boccio totalmente ed è l’ultima puntata; credo però che mi abbia colpito solo per l’empatia che si è creata con i personaggi nelle stagioni precedenti. (Netflix)

Ratched di Ryan Murphy e Evan Romansky: è un thriller psicologico ispirato al romanzo Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey. Potenzialmente poteva essere un capolavoro ma gli autori si sono persi con una miriade di dettagli inutili; se è vero che spesso il rischio nelle rappresentazioni cinematografiche è di non approfondire bene i personaggi e non arricchire la trama di dettagli in questo caso è stato fatto l’errore opposto. La trama è fitta di spunti, a volte interessanti ma poco sviluppati e altre volte inutili al fine della narrazione. Il risultato è chelo spettatore si ritrova stordito e può perdere il filo del discorso. L’attrice Sarah Paulson è molto brava ma si ritrova a recitare in un vortice di azioni parallele che non si uniscono mai. (Netflix)

Baby di Isabella Aguilar e Giacomo Durzi: serie ispirata ai fatti di cronaca di Roma del 2014 legato alle Baby Squillo. Purtroppo è un’occasione sprecata perchè al contrario di Ratched non racconta abbastanza e non approfondisce. I personaggi rimangono in superficie e non vengono analizzati ne mostrati nelle loro sfaccettature più profonde. L’intera trama viene accennata e raccontata come fosse un riassunto di qualcosa. I dialoghi sono superficiali e scontati. Peccato.(Netflix)

We are who we are di Luca Guadagnino: avrei tanto voluto fare un articolo a parte su questa serie, anche per come era stata annunciata prima della sua uscita. Sono 8 puntate totali che io personalmente ho fatto fatica a finire. Mi sono dovuta costringere per vedere come andava a finire. La storia è tirata e stretchata dall’inizio alla fine e lo spettatore è costretto a guardare i protagonisti nel loro quotidiano; li seguiamo e non ci vengono raccontati proprio per scelta del regista, questo però ci porta ad avere dei tempi dilatati all’estremo. Probabilmente Guadagnino, di cui ho molta stima per i film, ha dato un impostazione regista cinematografica e non seriale al lavoro con il risultato di risultare lento.

Il processo ai Chicago 7

Il nuovo film di Aaron Sorkin su Netflix

Ciao amici, era un po’ che non scrivevo qui sul blog, e ho deciso di tornare cambiando totalmente argomento rispetto al mio solito. 

Oltre alla cucina io amo anche il cinema, sono laureata in storia e critica del cinema e lavoro in una società di cinema. Insomma la mia vita è circondata da questo e io ne sono sempre stata affascinata.

Ho deciso per questo di iniziare a fare delle recensioni dei film e delle serie TV che mi hanno colpito particolarmente.

Avevo già iniziato da un po’ di tempo sui social a fare dei commenti ma ho deciso di scrivere anche degli articoli oltre alle storie Instagram e alle IG TV.

Cominciamo con un film uscito su Netflix lo scorso venerdì; di Aaron Sorkin, Il processo ai Chicago 7 (The trial of Chicago 7) prodotto dalla Dreamwork.

E’ un film che parla di razzismo, di violenza e di protesta per la libertà di parola e ci tocca nel profondo perché rientra nella categoria di film che fa scattare senso di giustizia. 

Se provate a immedesimarvi nei protagonisti vi verrà quel fastidio urticante di chi lotta per qualcosa e si trova davanti pareri retrogradi e tanta ignoranza.

I fatti reali e il contesto storico

E’ un film storico percui non si può non considerare il contesto, siamo nel 1968, anno in cui ad Aprile assistiamo all’omicidio di Martin Luther King e a Giugno a quello di Robert Kennedy.

Siamo nell’agosto dello stesso anno a Chicago, città in cui si sarebbe svolta la Convention del Partito democratico, evento in cui si sceglie il candidato per le presidenziali;

più di 10.000 persone si riuniscono per protestare contro la guerra del Vietnam che sta andando avanti da 12 anni. La città è piena di polizia e militari.

Ci sono degli scontri tra la folla e le forze dell’ordine che portano oltre che a molti feriti, all’identificazione di 7 attivisti giudicati colpevoli di aver aizzato la folla contro la polizia e di associazione a delinquere da li nasce il nome Chicago 7.

Inizialmente non vengono incriminati, ma con l’uscita di scena di Johnson e con l’elezione di Nixon venne approvata la Rap Brown Law che incriminava tutti coloro che avessero attraversato il confine con l’intento di protestare e creare scontri. 

Il processo si svolse nel ’69 al 70 e il film di Aaron Sorkin tratta proprio di questo.

Chiamato processo Farsa perché non c’erano effettivamente prove che accertassero la vera origine degli scontri tra attivisti e polizia. Non si sa chi ha provocato e attaccato per primo. 

Il punto è che l’attacco è stato fatto alle loro idee e non per l’effettiva colpevolezza.

Inizialmente gli accusati erano 8, tra loro c’era anche Bobby Seale (tra i fondatori dei Black Panters) che però non aveva preso parte alla manifestazione di Chicago ma era stato li solamente per qualche ora; dichiarato in un secondo momento non colpevole ed escluso dal processo.

Sottolineò però che questo avvenne dopo numerose vicende che nel film rasentano il tragicomico. Seale non era rappresentato dal suo avvocato in aula perché ricoverato in ospedale e questo lo porta a rivolgersi direttamente al giudice Hoffman che però lo richiama all’ordine più volte.

Il processo ai Chicago 7: il commento e i personaggi

E’ un film corale in cui i sette attivisti fanno sentire la loro voce per difendere le proprie idee e per farle valere nel mondo.

Sacha Baron Cohen è il personaggio che più mi è piaciuto perché per quasi tutta la durata del film mostra un carattere irriverente e sfacciato, il classico hippie che prende tutto alla leggera e manda in caciara ogni discorso (basti vedere le risposte che da in aula al giudice, molte sono prese dal vero processo).

Sul finale però fa vedere l’altra parte di se; quando va alla sbarra a deporre escono i veri valori e in una sola frase riassume l’intero senso del film: “Non sono mai stato sotto processo per i miei pensieri prima”.

Gli avvocati dei protestanti erano Leonard Weinglass e William Kunstler interpretati da Ben Shenkman e Mark Rylance.

Il procuratore Richard Schultz interpretato da Joseph Gordon-Levitt nonostante svolga al meglio il suo ruolo di accusatore si riscatta in piccola parte nella scena finale.

E’ un personaggio controverso perché ci convince di essere convinto delle sue idee ma nel finale ci fa capire che non è totalmente dalla parte dei cattivi e che un cuore e una coscienza ce li ha anche lui.

Il giudice Julius Hoffman interpretato da Frank Langella riesce perfettamente a farsi odiare dallo spettatore; da un lato incarna bene l’autorità di chi sa e può rappresentare la giustizia senza farsi mettere i piedi in testa da nessuno, ma dall’altra parte ha quell’ottica ottusa data dall’età e dal carattere conservatore tipico della lobby giuridica.

Il processo ai Chicago 7 è un film attuale

E’ un film che fa riflettere sulla condizione umana non solo di quell’epoca ma anche dei giorni nostri; è un film del tutto attuale e ci catapulta nelle storie di cronaca di cui si parla continuamente anche oggi. 

Senza spoilerare vi dico che l’ultima scena per me è stata davvero toccante, la lacrimuccia mi è scesa perché Sorkin è riuscito a trasmettere i veri valori per cui quelle persone si battevano e scendevano in piazza rischiando la vita, ci fa vedere la forza che possono avere le idee.

Nel 1972 ci fu l’assoluzione di tutti i condannati.

Il film ha vinto il premio come miglior sceneggiatura ai Golden Globe 2021.

L’Ora d’Aria di Marco Stabile a Firenze

Una fuga sublime tra i vicoli fiorentini con una stella Michelin

L’ora d’aria è il perfetto equilibrio tra la tradizione toscana e l’innovazione della cucina moderna.

La cena comincia proprio con il cameriere che augura “Buona ora d’aria”; e così deve essere secondo me il tempo passato in un ristorante di questo tipo, una pausa rilassante per staccare dalla routine e dagli impegni. E’ un posto di ottima qualità che permette di conoscere, gustare e sperimentare un’esperienza culinaria unica e particolare.

Ricercato e curato è un posto appartato in Via dei Georgofili 11; in questo particolare momento hanno deciso di non utilizzare le sale interne ma solo la parte esterna ed è ancora più caratteristico e suggestivo.

Cominciamo dal ristorante e dal suo nome dato sia, come anticipato, dall’augurio di passare un’ora piacevole a gustare i loro piatti; sia per la vicinanza con il primo carcere fiorentino.

Lo stile è essenziale (anche se non ho avuto modo di visitare la parte interna) elegante e curato ma non ostentato.

Una delle cose che più apprezzo è la cucina a vista con la vetrina che affaccia sulla via. Lo chef Marco Stabile dopo un percorso in crescita nella ristorazione di qualità è arrivato a meritarsi una stella Michelin grazie alla tenacia e all’impegno nel portare in tavola prodotti del territorio e ad esaltarne il gusto con abbinamenti e creazioni uniche.

Il Menù all’Ora d’Aria

All’Ora d’aria potete scegliere tra tre percorsi: Voglio sentirmi toscano a base di carne, Il pesce pensiero a base di pesce e Il mio percorso vegetale a base vegetariana.

Danno molta importanza all’Olio extravergine d’oliva e per questo motivo c’è un’attenta scelta e selezione. Per cominciare portano infatti un olio locale da provare e un’alzatina con cinque tipi di pane fatti da loro; uno toscano classico senza sale che è l’ideale per assaggiare l’olio, uno ai cinque cereali, un pane nero e due focaccine una con pomodoro e una alla cipolla.

Io ho scelto il menù di carne che è così composto:

  • Tartara di manzo marinata alla birra, pera e semi di coriandolo
  • Tortelli farciti di piccione, menta, acqua di peperone
  • In cima all’Abetone: manzo, funghi porcini, tartufo nero, miele di montagna
  • Selezione di formaggi, frutta di stagione, miele e pane alle noci
  • Olio dolce: crumble all’olio EVO, gelato alle olive taggiasche, crema di semolino, robiola e lime, mousse al cioccolato bianco
  • Piccola pasticceria

Ho abbinato al menù scelto uno champagne Lamiable. Questa Maison sorge a Tours-sur-Marne ed è classificato Grand Cru. E’ 60% pinot noir e 40% chardonnay. Da indicazioni sarebbe più indicato con il pesce ma io sono della scuola di pensiero che lo champagne si abbina a tutto.

Il costo di tutti i menù è di 90€ per persona.

Per ulteriori informazioni consultate il sito dell’Ora Stabile.

Cosa ho mangiato all’Ora d’Aria

Tartara di manzo marinata alla birra, pera e semi di coriandolo

Troverete una tartare di manzo con un ottima carne di qualità marinata alla birra accostata al sapore fresco delle pere con i semi di coriandolo e la croccantezza delle nocciole.

Tortelli farciti di piccione, menta, acqua di peperone

Tortelli con pasta fatta a mano farciti di piccione abbinati all’acqua di peperone delicata. Il sapore della menta rinfresca il piatto e lo rende accattivante.

In cima all’Abetone: manzo, funghi porcini, tartufo nero, miele di montagna

Filetto di manzo abbinato ad una combinazione di funghi sotto arrosto e sopra sotto forma di cialda. La materia prima è di prima scelta, io l’ho presa al sangue e vi assicuro che la carne è di una morbidezza unica. E’ uno dei piatti più buoni mai assaggiati.

Selezione di formaggi, frutta di stagione, miele e pane alle noci

Tris di formaggi da gustare con miele, pere e mele e un ottimo pane.

Olio dolce: crumble all’olio EVO, gelato alle olive taggiasche, crema di semolino, robiola e lime, mousse al cioccolato bianco

Questa è l’innovazione a mio parere più grande e sorprendente di tutta la serata. Il gelato alle olive taggiasche è una vera scoperta. Condiscono tutto con un filo d’olio extravergine d’oliva che da un sapore fresco che ricorda il pomodoro.

Piccola pasticceria

Tris di mignon di piccola pasticceria, troverete una frolla, una financier alla nocciola e un tartufo. Ottimi e deliziosi.

Il Convivio Troiani

Una stella Michelin a Roma

Il Convivio Troiani in Via dei Soldati 31 è a due passi da Piazza Navona a Roma; unisce il gusto della tradizione con l’innovazione della cucina moderna. E’ un esperienza unica che vi porterà attraverso abbinamenti unici e particolari all’interno di un percorso gustativo indimenticabile. Vi consiglio come per quasi tutti i ristoranti stellati il menù degustazione che vi permetterà di assaporare molti dei piatti del ristorante.

Preparatevi ad un’esperienza sensoriale sublime. Premiato con una stella Michelin è anche certificato per la ristorazione di qualità “Conosci il tuo pasto“. Utilizzando prodotti del territorio, materie prime D.O.P. e I.G.P. e con un occhio di riguardo all’origine e all’impatto ambientale ha ottenuto tre galletti e due foglie.

La location

Nel cuore di Roma il Convivio Troiani è un ristorante tradizionale, accogliente ed elegante. Le sale dai colori chiari ed uniformi vi avvolgeranno in un ambiente caldo e appartato.

Potete scegliere tra quattro sale. Io ho mangiato nella Loggia ma se potete vi consiglio il Chiostro in cui potrete ammirare l’immensa selezione di vini e cenare accanto ad un bosco verticale suggestivo e romantico.

Anche la Rimessa è una sala che consiglio, ha posizionato al centro della stanza un grande tavolo in legno perfetto per cene di gruppo.

La quarta sala è La Galleria in cui potrete ammirare alcune opere d’arte.

Il menù del Convivio Troiani

Come anticipato vi consiglio il menù degustazione ma potete anche scegliere il menù a la carta.

Inizialmente vi porteranno come benvenuto un macaron rivisitato salato con fegatini delicatissimo e un “chia-viale” ovvero un caviale a base di chia con pane caldo e burro.

I piatti che consiglio:

Carpaccio di cocomero alla “manzese”, un piatto innovativo, fresco e saporito. L’inaspettato per il palato.

Ricciola in olio cottura, salicornia, maionese di mandorle. Una delizia per le papille gustative.

Ajo e ojo, gamberi rossi, limone, mandorle, menta e pecorino. Indimenticabile.

Costata di manzo BBQ, insalata frutta e verdure. Il piatto che ordineresti più e più volte.

I prezzi dei menù degustazione sono:

5 portate € 95,00 – 7 portate € 120.00 – 9 portate € 140.00

Per maggiori informazioni potete andare nel sito del ristorante.

Il Convivio Troiani

Vicolo dei soldati, 31
00186 – Roma

+39 06 68 69 432

[email protected]

Dal Lunedì al Sabato
dalle 19.30 alle 23.00.

Chiuso la Domenica.

Orchidee: come curarle al meglio

Tutti i segreti per avere delle orchidee belle e sane

Le orchidee sono delle piante erbacee perenni e come quasi tutti sanno sono originarie delle aree tropicali e subtropicali dell’Asia e del Sudamerica.

Al giorno d’oggi però è possibile trovarle e coltivarle quasi in qualsiasi luogo.

Esistono due macrocategorie di orchidee: quelle EPIFITE che crescono aggrappate alle piante che fanno da sostegno e quelle TERRICOLE che hanno le radici nella terra.

Come sono fatte?

Le radici delle orchidee sono lunghe e verdi e spesso sono aeree, questo permette alla pianta di assorbire tutta l’umidità presente nell’ambiente.

Le foglie invece oblunghe e cicciotte sono disposte in modo alternato; al loro interno sono presenti le riserve di acqua della pianta. E’ molto importante osservare il colore e la superficie sia delle radici che delle foglie per capire se la pianta è in sofferenza e ha bisogno di qualcosa. La pianta ci parla e noi con un po’ di esperienza e qualche consiglio possiamo interpretare i suoi segnali.

Il fiore di orchidea

I fiori sono composti nella parte superiore da tre sepali e nella parte inferiore da tre petali. Al centro troviamo il labello che attira gli insetti per l’impollinazione.

I colori sono tra i più svariati e a volte anche con delle striature. Esistono tantissime tipologie di questa pianta, solo in Italia abbiamo circa 29 generi per 189 specie. Le indicazioni che vi do in questo articolo riguardano quelle più comuni che troviamo solitamente in vendita, se comunque avete dei dubbi potete chiedere al vostro vivaio di fiducia.

Come prendersi cura delle orchidee.

Per prima cosa è importante sapere che le orchidee per stare bene devono avere tanta luce ma mai il sole diretto che potrebbe bruciare le foglie ed essere sempre in un clima umido, bagnate ma non troppo. Se avete una grande finestra quello è il posto ideale.

Appena ho cambiato casa credevo di posizionarle nel salone perchè oltre ad avere una finestra grande fanno colore e arredano, mi sono subito resa conto però che quella finestra è troppo spesso in ombra e alle piante non sarebbe arrivata la luce sufficiente alle loro necessita. Ho quindi optato per metterle sulla finestra del bagno che per come è esposta la casa è il luogo perfetto per loro.

Vi consiglio di bagnarle una volta a settimana lasciandole per dieci minuti in una bacinella piena d’acqua oppure sotto l’acqua corrente in modo da bagnare bene le radici. Mi raccomando non bagnate le foglie perchè potrebbero trattenere acqua nella concreta dell’attaccatura e marcire.

Quando avete bagnato bene le radici e il terriccio in cui sono piantate scolatele bene; questo è uno dei motivi per cui vanno sempre messe in un vaso trasparente con dei buchi sul fondo; in questo modo l’acqua può drenare bene senza ristagnare. L’eccesso di acqua è nocivo per questo tipo di pianta, a lungo andare potrebbe farla marcire.

Io di norma fisso un giorno a settimana ed è quello in cui le bagno; c’è però un metodo per capire quando la pianta ha effettivamente bisogno di essere bagnata, che non tutti sanno, ossia osservare le radici. Se queste sono di un verde molto chiaro quasi argenteo hanno bisogno di acqua perchè si stanno seccando, se invece sono verde scuro potete aspettare e rimandare di un po’ di giorni. Anche osservando le foglie possiamo capire molte cose, se queste sono un po’ raggrinzite e con delle ruchette vuol dire che vanno bagnate, se invece la superficie è bella liscia, lucida e tondeggiante, vuol dire che la pianta ha il giusto apporto di acqua.

Un altro consiglio che vi do è di comprare un concime apposta per orchidee, lo potete trovare o monodose in boccette singole che potete mettere ad ogni singola pianta, oppure in bottigliette più grandi; vi consiglio ovviamente di leggere le indicazioni sul prodotto ma di norma ne vanno messe poche gocce nella pianta nel momento dell’irrigazione, almeno una volta ogni due settimane.

Se le piante hanno la giusta luce e il giusto livello di umidità rimarranno fiorite a lungo, anche fino a tre/quattro mesi.

Quando sfioriscono è il momento adatto per sistemare i vasi. Io di solito le tolgo dal vaso, elimino le radici secche che sono incastrate nel terriccio e le ripianto incastrando bene le radici più nuove. Mi raccomando fate tutto con delicatezza cercando di non danneggiare la pianta.

Manca un’ultima cosa importante di cui non ho ancora parlato. Spesso i rami oltre ai fiori fanno delle altre piantine. (vedi foto) In questo caso molti consigliano di staccare subito la pianta figlia, io però preferisco lasciarla attaccata finché non vedo spuntare almeno una radice, a quel punto la stacco con molta delicatezza e la metto nel terriccio un un nuovo vaso, la idrato bene e me ne prendo cura come con le altre.

SERGIO LEONE IN MOSTRA ALL’ARA PACIS DI ROMA

All’Ara Pacis di Roma ancora per due mesi, fino al 3 maggio, la grande mostra dedicata a Sergio Leone, uno dei cineasti italiani più conosciuti al mondo, che con la propria estetica ha rivoluzionato il genere del western e ha influenzato l’intera generazione a venire, portando il cinema italiano ad un livello di splendore e considerazione internazionale altissimo. 

Il percorso espositivo, curato da Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, ripercorre la parabola umana e artistica del grande regista, attraversando e analizzando l’intera cinematografia con piglio analitico-storiografico, ma al contempo empatico e emozionale.

A vivificare il racconto immagini e pannelli esemplificativi, videoproiezioni di scene cult, scambi epistolari tra Leone e i suoi collaboratori e committenti, fotografie di set, bozzetti di scenografia, poster originali, oggetti e abiti di scena cult, la ricostruzione evocativa e meravigliosa di stralci di scenografia iconoci. L’intero percorso, poi, è accompagnato dal sottofondo musicale delle grandi colonne sonore firmate da Ennio Morricone.

Entriamo nella prima sala accolti da un suono familiare: lo squillo telefonico inquietante e prolungato che accompagna la sequenza iniziale del capolavoro leoniano per eccellenza, il colossale C’era una volta in America a cui sarà dedicata una intera sezione dell’esposizione.

Il segnale è chiaro ed evidente: stiamo per accedere in un limbo di favola che interromperà il regolare fluire del tempo, stiamo per disconnetterci dalla nostra quotidianeità per immergerci con tutti i sensi nel fantastico mondo del cinema di Sergio Leone. 

La mostra da qui si divide in 5 sezioni: Cittadino del cinemaLe fonti dell’immaginarioLaboratorio LeoneC’era una volta in AmericaLeningrado e oltreL’eredità Leone.

Sergio Leone, il destino segnato di un ragazzo prodigio.

La prima parte della mostra, intitolata Cittadino del cinema, ci racconta, attraverso un’emozionante e dettagliata galleria fotografica, l’infanzia del regista, figlio d’arte del regista Vincenzo Leone, alias Roberto Roberti, e della diva del cinema degli anni dieci Edvige Valgarenghi, in arte Bice Waleran. 

E ci narra anche degli anni di apprendistato del giovane Sergio, che sarà tuttofare e aiutoregia in numerosissimi set di registi importanti, da Blasetti a Soldati fino ad arrivare ai grandi registi di Hollywood che venivano a girare a Cinecittà, come Wylder.

Sono questi anni importantissimi per la sua formazione, anni di duro lavoro che però saranno preziosi perché gli daranno quella capacità unica di possedere il set e che gli permetteranno, negli anni del suo grande cinema, di essere artefice e partecipe di ogni fase di lavorazione dei film. 

Sergio Leone e Federico Fellini

Durante il percorso troviamo questa splendida foto, ma la mostra non racconta molto del rapporto tra i due grandi registi.

Andiamo a recuperare su internet un interessante articolo di Dagospia

(https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/ecco-come-fellini-soffio-ldquo-vitelloni-rdquo-sergio-leone-224420.htm) che approfondisce il rapporto tra i due. Una curiosità stuzzicante per il cinefilo incallito: Leone aveva scritto un film sulla sua infanzia intitolato Viale Glorioso, proprio mentre Fellini, autore già affermato, scriveva e portava al cinema I Vitelloni. Leone pianse tanto, era praticamente lo stesso film e Federico lo aveva fatto prima. Cosi ripose la sceneggiatura nel cassetto e non lo fece più. 

Le fonti dell’immaginario: le influenze artistiche di Sergio Leone

Un elemento rinnovato rispetto alla precedente esposizione di successo a Parigi è la ricostruzione dello studio di lavoro di Sergio Leone, il luogo dove egli ha concepito le idee dei suoi film più belli. 

Di fronte la scrivania, troviamo una parte della libreria, con una selezione di opere letterarie. Sergio Leone era un artista profondamente colto; le arti visive e letterarie da cui resta affascinato si radicano in lui e si traslano nelle sue opere. 

L’interessante sezione della mostra ci racconta come alcuni dei suoi film siano intrisi di riferimenti espliciti a opere pittoriche di artisti che Leone amava, come Goya, Degas, Hopper e De Chirico. Oltre l’arte visiva, confluivano nella sua estetica anche gli autori cinematografici che amava, primi tra tutti John Ford e Charlie Chaplin, e la letteratura, fonte di ispirazione primaria, soprattutto le opere di Dos Passos, Hemingway, Fitzgerald, Chandler, come anche Cervantes, Omero e i fumetti. 

Laboratorio Leone: dentro il set con il Mito

Per Sergio Leone il cinema è mito, è strumento di favola per raccontare immaginari ideali come quello del Far West americano, e reinventarlo nutrendolo di suggestioni derivanti dalla cultura neorealista italiana, dalle esperienze della guerra.

Nel Far West di Sergio Leone c’è John Ford e tutti i grandi autori del western classico, che il giovane cineasta ha studiato con vorace passione per assimilarne tecniche e linguaggio. Ma quegli stilemi vengono caricati di una nuova espressività perché i personaggi di Sergio Leone sono sporchi, poveri, eccessivamente violenti, affamati e pronti a tutto.

La sperimentazione ha toccato tutti i tasselli della fabbricazione filmica: le star hollywoodiane come Clint Eastwood, Henry Fonda, Claudia Cardinale, sono trasfigurate; il linguaggio cinematografico torna all’intensità del cinema muto, il tempo è dilatato, l’inquadratura è utilizzata in tutte le sue forme, dal campo lungo al primissimo piano; i dialoghi ridotti all’osso lasciano lo spazio ai suoni, che assumono una valenza figurativa e spaziale essenziale alla fruizione dello spettatore e alla sua immersione nell’esperienza filmica. 

E poi c’è la musica di Ennio Morricone…

Sergio Leone e Ennio Morricone: un sodalizio iconico.

Una sezione della mostra è dedicata al rapporto tra i due grandi artisti, che si conoscevano dai tempi della scuola ma si erano persi di vista. Sarà la Jolly Film, la società che produceva i film di Leone, a farli reincontrare, essendo quindi artefice di una delle collaborazioni più felici della storia del cinema italiano.

Perché i film di Sergio Leone non sarebbero la stessa cosa senza le colonne sonore di Ennio Morricone, capolavori senza tempo che hanno arricchito i film di un ulteriore livello narrativo e si sono impressi nell’immaginario collettivo con una forza dirompente. 

C’era una volta in America: il grande capolavoro. 

La ricostruzione del varco a Coney Island attraverso cui Noodles conduce lo spettatore dentro il suo racconto in C’era una volta in America, porta ora lo spettatore nello spazio espositivo dedicato al grande capolavoro di Sergio Leone. 

Il tema di sottofondo è ovviamente l’emozionante Once upon a time in America, composizione ormai iconica che nell’immaginario collettivo da sola basta ad evocare la Hollywood di sempre e la magia del cinema.  

In uno spazio ampio si distendono bozzetti di scenografia, costumi originali, foto di scena che mostrano le evoluzioni estetiche del personaggio interpretato da Robert De Niro. E viene narrata la parabola produttiva del film, la cui realizzazione impegnò Sergio Leone 16 anni, dal 1967 al 1983. 

L’eredità Leone: un regista che ha saputo influenzare tutta la cultura dopo di lui. 

C’era una volta in America è stato senza dubbio il capolavoro essenziale di Leone, il sunto colossale di tutta la sua parabola cinematografica. Negli anni successivi all’uscita, Leone lavorò sia alla progettazione di un nuovo grande lavoro, Leningrado, che però non ebbe il tempo di essere realizzato, e sia come produttore di grandi pellicole della commedia all’italiana anni 80, come i primi film di Carlo Verdone

L’ultima parte della mostra è poi dedicata al lascito della cinematografia di Sergio Leone nella cultura popolare e cinematografica di tutti i tempi. Citazioni esplicite possono riscontrarsi nell’opera di grandi cineasti come Quentin Tarantino, Martin Scorsese, John Woo; in opere cinematografiche cult come Matrix e in show popolari come i Simpson; sono state realizzate cover dei themes musicali  di Ennio Morricone da band di tutti i tipi, come i Metallica e i Muse

La mostra, realizzata a 90 anni dalla nascita e a 30 dalla morte, è prodotta dalla Cinemathèque Francaise e dalla Cineteca di Bologna, ed è stata realizzata con il sostegno del Mibact, in collaborazione con Istituto Luce – Cinecittà, il Ministère de la culture (Francia) e CNC – Centre national du cinema et de l’image animée. 

Sarà visibile fino al 3 maggio. Il costo del biglietto è di 11 euro, ridotto 9 euro. Per info e prenotazioni potete cliccare qua.

Tra febbraio e aprile, inoltre, Roma omaggerà il Maestro degli spaghetti-western con altre numerose iniziative sparse in tutta la città.

Hunting Club

Apre al pubblico in zona Balduina

Ginger Beer per tutti!

Apre al pubblico in Via delle Medaglie d’Oro 426 il sodificio romano di Matteo Razzetti, Luca di Carmine e Alessandro Livulpi. 

Hunting Club era già noto per rifornire alcuni locali romani e proprio per la qualità che li contraddistingue, con i loro prodotti, sono arrivati anche a Milano e Zurigo.

Questi tre ragazzi, oltre a riscoprire i sapori delle bevande sodate, hanno avuto la giusta intuizione: dal 2016 vendono in sifone i cocktail più amati, tra questi oltre al Ginger, al Moscow Mule e al London Mule, potrete trovare il classico Spritz e l’Hugo. Con il sifone riescono a mantenere il gusto e l’aroma del prodotto nonostante la grande quantità prodotta.

I sifoni con le vostre bibite preferite possono essere acquistati nello spazio in Medaglie d’Oro e conservati; la loro durata infatti è di sei mesi mentre il prodotto una volta aperto può rimanere in frigorifero fino ad un mese.

Lo spazio moderno e giovanile offre anche agli artisti romani la possibilità di esporre le proprie opere. E’ molto bella la mostra esplosiva e di grande effetto di Lolita presente proprio per l’apertura. (Vedi foto)


E’ aperto dalle 16 alle 23.

Potete trovare tutte le informazioni sul sito http://www.huntingclub.it/

MURAKAMI: la sushi boat che vi farà sognare sotto le stelle

Amanti del mare e del sushi aprite le orecchie: ha aperto la prima sushi boat al mondo e si trova a Ponza.

Potrete gustare dell’ottimo sushi sotto le stelle con amici o in coppia. L’accoglienza è calorosa e da subito Francesco e Flaminia vi faranno sentire a casa; vi porteranno su una barca molto suggestiva e vi faranno accomodare. Lo stile è curato nel minimo dettaglio e per il tempo in cui sarete a bordo vi dimenticherete di tutto il resto. Offre varie soluzioni, potrete scegliere un menu fisso o a là carte. Sia la qualità del pesce freschissimo sia la particolarità con cui gli ingredienti vengono abbinati vi faranno innamorare. Noi abbiamo preso un Burrito di salmone e uno di tonno, ottimi entrambi. Vi consiglio anche il pokè di ananas e salmone che abbiamo addirittura ordinato due volte da quanto era buono.

Non potete andare a Ponza e non provare questa esperienza unica. Il servizio è disponibile sia a pranzo che a cena ma credo che sotto le stelle sia molto più suggestivo. Sul sito o sulla pagina Facebook potete trovare tutti i dettagli.

Murakami su Facebook

 

Il sito ufficiale di Murakami

MAGGIO A ROMA: GLI EVENTI DA NON PERDERE!

CONCERTO DEL 1 MAGGIO

L’evento musicale più atteso della capitale, condotto da Ambra Angiolini e Lodo Guenzi de Lo stato sociale.

Tra gli ospiti troverete: Fatboy Slim, Max Gazzè & Form, Carmen Consoli, Ermal Meta, Sfera Ebbasta, Lo stato sociale, Cosmo, Le vibrazioni, Ultimo, Mirkoeilcane, Nitro, Wrongonyou, Francesca Michelin

Trasmesso per l’intera durata su RAI 3 dalle 15:00 alle 24:00 e da RAI Radio 2 dalle 16:00 alle 24:00.

DOVE: Piazza San Giovanni in Laterano

Per informazioni e dettagli consultate il sito www.primomaggio.net, la pagina Facebook www.facebook.com/primomaggioroma

INTERNATIONAL TATTOO EXPO ROMA – 4,5 E 6 MAGGIO

Per gli amanti del settore ci saranno più di 400 artisti pronti a stupire con le proprie creazioni.

DOVE: Palazzo dei congressi – Piazza John Fitzgerald Kennedy 1

Per maggiori informazioni e per acquistare i biglietti potete consultare il sito ufficiale dell’evento www.internationaltattooexporoma.com

NORDIC FILM FESTIVAL – 3-6 MAGGIO

Arriva la settima edizione della rassegna atta a promuovere il cinema dei paesi nordici. Verranno presentati nuovi film in anteprima o inediti nel nostro paese. La tematica di quest’anno è “STORIA e storie”. E’ un modo interessante per scoprire e capire realtà diverse dalla nostra anche per i non appassionati di cinema.
Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.

DOVE: Casa del cinema a Villa Borghese – L.go Marcello Mastroianni

Sul sito www.nordicfilmfestroma.com potete trovare il programma dettagliato dei quattro giorni del festival

FESTIVAL DEL CINEMA SPAGNOLO – 3-8 MAGGIO

“Non guardare il mondo con gli occhi del tuo paese ma guada il tuo paese con gli occhi del mondo”; così recita Arno Peters, e per gli amanti e non del cinema questo festival è un’ottima occasione per osservare le sue parole. Si terrà, infatti, anche quest’anno il festival del cinema spagnolo. Sono molte le proiezioni a cui potrete assistere in questa undicesima edizione.
Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.

DOVE: Cinema Farnese – Campo dei fiori 56

Potete trovare tutte le informazioni utili e l’elenco completo dei titoli sul sito www.cinemaspagna.org

INTERNAZIONALI BNL D’ITALIA – 7-20 MAGGIO

Arriva l’evento sportivo più atteso di Roma. Come ogni anno potrete assistere a tornei di campioni del tennis di fama internazionale.
Molte sono le attività che potrete svolgere all’interno del villaggio che verrà allestito al Foro Italico.
Ci sono spazi ristoro, aree riservate ai bambini, uno spazio commerciale e tanto altro.
E’ un evento adatto a tutti per stare in compagnia e vivere le emozioni del tennis.

DOVE: Foro Italico
Ingressi: Lungotevere Maresciallo Cadorna ang. Via Canevaro / Viale delle Olimpiadi 60 (ponte della musica)

Per maggiori informazioni sui biglietti e sulle gare consultate il sito www.internazionalibnlditalia.com

OPEN HOUSE ROMA – 12 E 13 MAGGIO

Amati del design aprite le orecchie. Per due giorni verranno aperti centinaia di edifici dal fascino e dall’architettura imperdibile. E’ una bella occasione per osservare e studiare stili e realtà solitamente nascoste.
I palazzi sono situati su tutta Roma vi consiglio, per questo motivo, di farvi un piano preventivo degli spostamenti che vorrete fare.

Trovate l’elenco completo degli edifici sul sito www.openhouseroma.org

APPIA DAY – 13 MAGGIO

Vivi un esperienza unica sulla strada più antica di Roma.
Una giornata all’aria aperta e ricca di emozioni vi attende. Troverete monumenti statali e comunali aperti gratuitamente, potrete assaggiare prodotti tradizionali, fare delle lunghe camminate, assistere a rievocazioni storiche, farvi rapire da mostre e partecipare a laboratori didattici.

DOVE: Via Appia Antica

Dettagli su come arrivare nel luogo dell’evento e su tutte le attività presenti consultate il sito www.appiaday.it

CORTILI APERTI DEI PALAZZI STORICI – 19 E 20 MAGGIO

Trenta cortili dei palazzi privati più prestigiosi di Roma si sveleranno ai vostri occhi. Potrete ammirare la loro bellezza e il loro valore.
Non fatevi sfuggire questa occasione unica.

Per l’elenco completo delle dimore storiche che verranno aperte consultate il sito www.adsi.it/adsi-lazio

PENTECOSTE AL PANTHEON – 20 MAGGIO

Al Pantheon alle 10:30 viene celebrata la Santa Messa. Alla fine della funzione i vigili del fuoco lanciano dal foro superiore della cupola dei petali rosa per ricordare la Pentecoste.

Il consiglio è di essere li alle 9:30 perchè l’ingresso verrà interrotto a riempimento posti.

E’ uno spettacolo per gli occhi e un momento unico a cui assistere.

DOVE: Pantheon – Piazza della Rotonda

Gli eventi di fine Aprile che non puoi perderti a Roma

Ho deciso di iniziare da oggi una nuova rubrica che vi racconterà gli eventi e le manifestazioni più carine e caratteristiche che si terranno a Roma.
Ci sono tantissimi siti che elencano le moltiplici attività della capitale e la mia rubrica non vuole competere con questi; il mio è più un consiglio riguardo alle manifestazioni che ritengo più carine, divertenti e interessanti alle quali io stessa parteciperei.

Aprile è il mese in cui il caldo inizia a farsi sentire in modo piacevole e godere dei momenti in compagnia degli amici è davvero il massimo.

Ecco allora di seguito degli eventi degni di nota che vi faranno concludere questo mese in bellezza.

#binario18 – 20,21,22 APRILE

“Itinerari nella comunicazione visiva”. Amanti dei new media e delle arti visive non potete mancare. In questi tre giorni potrete partecipare a Workshop, mostre e live performance tutte legate alle arti grafiche e visive contemporanee.

Dove: Officine Farneto – Via dei Monti Della Farnesina, 77, 00135 Roma

Per ulteriori informazioni e per l’acquisto dei biglietti visitate il sito http://binario18.it

Villaggio per la terra – 21,22,23,24,25 APRILE

Nel cuore di Roma si terrà “Villaggio per la terra” uno degli eventi dell’Earth Day: la manifestazione ambientale più grande del mondo.

In questi cinque giorni ci saranno momenti divertenti per grandi e piccini. Potrete partecipare ad attività sportive, a spettacoli, a concerti, a talk show e anche essere i protagonisti di un Contest fotografico.
Cinque giornate divertenti per godere del verde di una delle terrazze più caratteristiche e famose di Roma in compagnia della famiglia e degli amici all’aria aperta.

E’ un’occasione per sensibilizzare le persone sul tema dell’ambiente e vivere il verde di Roma.

Dove: Terrazza del Pincio e Galoppatoio di Villa Borghese

Per maggiori dettagli visitate il sito http://www.villaggioperlaterra.it

Roma incontra il mondo – 21,22,25,28,29,30 APRILE e 1 MAGGIO

Arriva come ogni anno uno degli eventi più attesi che vi permetterà di avvicinarvi a mondi lontani. Lasciatevi tentare dai profumi, dai massaggi e dalle tecniche di meditazione orientali.
Ma anche dalla musica Country, da quella Irlandese delle cornamuse e da quella Latina.

Potrete anche assistere a vari spettacoli tra cui uno che avrà come protagonisti spericolati stuntman e ad uno di cavalli.

Dove: Nuova Fiera di Roma

Prezzo del biglietto: 12 Euro, valido per l’ingresso a tutti i festival

Per maggiori informazioni e dettagli su come arrivare alla fiera consultate il sito http://romaincontrailmondo.it

Il roseto comunale di Roma – dal 21 aprile al 17 giugno

Come ogni anno nel periodo della fioritura il roseto comunale apre le sue porte al pubblico.
Andate ad ammirare più di mille varietà di rose da tutto il mondo e lasciatevi incantare dai colori sgargianti e dalle piacevoli fragranze che rilasciano questi fiori.

Se volete potete leggere qui l’articolo che ho scritto l’anno scorso dopo la mia prima visita al roseto.
(Il roseto rimarrà chiuso sabato 19 Maggio)

Dove: Via di Valle Murcia, 6, 00153 Roma RM

Costi: 5€ nei giorni feriali, 7€ nei festivi. Per gruppi: 2.50€ a persona nei giorni feriali, 3.50€ nei festivi. Entrano gratis: scuole, disabili, under14 e over 65.

E’ possibile inoltre effettuare visite guidate su prenotazione
Contatti: Tel. 065746810 – fax 0657135413 – [email protected]

Bicifestazione – 28 Aprile

Si terrà presso i Fori Imperiali la giornata conclusiva della sesta edizione della manifestazione volta a convincere le persone ad usare più spesso la bicicletta piuttosto che le automobili.
Per una settimana in tutta Italia si svolgeranno delle tappe ciclistiche che finiranno il 28 Aprile a Roma.
Quindi se anche voi amate il nostro pianeta e volete respirare un’aria più pulita aderite all’iniziativa.

Dove: Fori Imperiali

Per maggiori informazioni e per iscriversi alla manifestazione andate sul sito http://bicifestazione.it/arrivare-in-pullman/