Febbraio 2020

Dubai: il regno del lusso

Ho amato follemente questa città per il senso di sicurezza che trasmette e per le possibilità che offre. E’ la città del futuro, e se molti pensano che sia troppo finta si sbagliano; Dubai è una città moderna e, forse, fin troppo all’avanguardia anche per noi occidentali. Dubai è la città che non dorme mai come New York, è il posto dei grattacieli a perdita d’occhio come Manhattan; Dubai ha il deserto per i safari e ha il mare per tuffarsi.

Si potrebbe chiamare la città delle grandi contraddizioni ma vi assicuro che ve ne innamorerete subito.

Qualsiasi cosa pensiate, lì si può fare; è una città che offre servizi di ogni genere e sembra, per molti aspetti, un immenso parco divertimenti.

Ma vediamo nel dettaglio cosa non può mancare nel vostro viaggio a Dubai.

Cosa vedere a Dubai quartiere per quartiere.

Dubai Marina e Palm Jumeirah

JBR: è la zona residenziale per eccellenza, la zona più ambita, quella dei grandi hotel. Vi consiglio la passeggiata nella così detta “The walk”, lì potrete rilassarvi entrando in uno dei numerosi locali per bere qualcosa o per fumare la shisha. Dal porto partono le Dubai Boat che vi permetteranno di vedere la città da una prospettiva diversa, potrete ammirare la ruota panoramica facendo un giro al largo arrivando fino alla palma e al Burj Al Arab.

E’ molto bella anche la passeggiata sulla via parallela, quella del lungo mare, qui troverete macchine di lusso parcheggiate, negozi per ogni esigenza e ristoranti internazionali che soddisferanno ogni tipo di palato.

Atlantis The Palm: è la famosissima isola artificiale a forma di palma conosciuta in tutto il mondo, sulla sua superficie sorge un immenso e lussuoso hotel con all’interno Aquaventure Waterpark, un parco acquatico con tantissimi scivoli da quelli più alti e adrenalinici a quelli più lunghi e rilassanti; troverete giochi d’acqua e vasche con razze, squali e leoni marini.

Burj Al Arab e Madinat Jumeirah

Burj Al Arab: è uno dei simboli di Dubai, il grattacielo a forma di vela, ma pochi sanno che al suo interno c’è un hotel e un ottimo ristorante di cucina francese, Al Muntaha, in cui ammirare anche una spettacolare vista sul mare e sulla città.

Mall of the Emirates: è uno dei due grandi centri commerciali della città. Al suo interno potrete trovare Ski Dubai; come dice la parola stessa si parla di sci. Si perchè in questa struttura potrete sciare su cinque piste diverse, incontrare dei veri pinguini e fare molte attività che di sicuro non vi aspettereste in una località calda e di mare.

Jumeirah

Jumeirah Mosque: costruzione del 1976 è l’unica moschea a cui hanno accesso anche i non mussulmani.

Downtown Dubai

Burj Khalifa: prende il nome dal presidente degli Emirati, con i suoi 828 m è il grattacielo più alto al mondo. Potete visitarlo e osservare il panorama da due diverse piattaforme, una al 124° piano “at the top” e l’altra al 148° piano “at the top sky”. Al suo interno potrete trovare anche il ristorante At.Mosphere.

Dubai Mall: è il centro commerciale più grande al mondo e vi assicuro che una volta dentro non vorrete più uscirne. Troverete negozi di ogni tipo e per ogni esigenza. Al suo interno c’è anche uno zoo marino molto grande e suggestivo. Potete trovare tutte le informazioni e acquistare i biglietti a questo link.

Bur Dubai

In questa zona troverete il Bur Dubai Souq, non è il più antico ma di certo soddisferà i vostri occhi per i mille colori e il vostro naso per i profumi delle spezie.

In questa zona numerosi sono anche i Musei, troverete infatti quello di arte, quello di architettura e quello dei cammelli.

Deira

Se siete bravi a trattare dovete andarci per forza, qua si trova uno dei Souq più famosi, troverete spezie e profumi unici.

Altre attrazioni

Giro nel deserto: all’interno della riserva del re troverete varie formule e combinazioni per visitare questa zona suggestiva e unica; o con una macchina tipica da safari o su un suv con aria condizionata verrete portati tra le dune del deserto da persone esperte che vi racconteranno i segreti di piante e animali tipici. Potrete decidere di fare il giro sul cammello, di cenare nel deserto a lume di candela e di assistere a spettacoli di fuoco mentre una ragazza vi farà tatuaggi all’henné. E’ un esperienza unica da provare assolutamente.

Miracle Garden: questo parco floreale vi trasporterà in un mondo fatato e mentre percorrerete i vicoli fioriti e variopinti vi sembrerà di essere all’interno di un cartone animato. Troverete sculture naturali di ogni genere, dai personaggi dei fumetti, tra cui Paperino, Topolino e Qui Quo Qua a quelli della Disney tra cui Dumbo. Rimarrete sorpresi dalla fantasia e dall’originalità delle sculture. Questa è un’altra meta che non può mancare nel vostro tour.

Dove mangiare a Dubai

All’interno del Madinat Jumeirah troverete il ristorante Pierchic, è un posto di lusso e con vista sull’oceano. I prezzi sono medio alti ma la qualità del cibo è ottima. Vi consiglio uno dei tavoli vista Burj Al Arab davvero notevole. Io ho provato il plateau di crudi e ancora me lo sogno la notte. Ottimi anche i dolci.

Nusr-Et a Jumeirah di Saltbae è un’altra meta che se amate la carne non potete saltare. Non ero stata in nessuno dei suoi ristoranti prima e devo dire che sono rimasta senza parole per la qualità della materia prima. Vi consiglio il “RIB EYE” e il controfiletto, la carne si scioglieva in bocca.

Dove dormire a Dubai

Noi abbiamo alloggiato al Ritz- Carlton Hotel a Dubai Marina. E’ un posto da sogno che offre tanti servizi e supporto per i propri clienti. Al suo interno troverete piscine, accesso diretto alla spiaggia, palestra e quattro ristoranti tra cui quello italiano, quello asiatico, quello tipico degli emirati e quello di pesce. Vi faranno sentire a casa e coccolati, un esperienza unica.

https://www.ritzcarlton.com/en/hotels/dubai/dubai-beach

La ricetta dei Macarons

Oggi prepariamo i tanto amati dolci francesi, tanto richiesti a tutte le feste chic perché sono sia belli da guardare sia buoni. Vediamo insieme la ricetta dei Macarons.

Se li servite ad un ricevimento o ad un compleanno farete sicuramente un ottima figura.

Ma partiamo dal principio, vi racconto in questo articolo la ricetta dei Macarons che mi è riuscita meglio. Su internet ne ho trovate varie ma questa è quella che mi soddisfa di più; il risultato è davvero simile a quelli originali. Il procedimento è un pò lungo ma non l’ho trovato complicato, basta seguire alcune accortezze e non saltare nessun passaggio.

Cosa ci occorre per la ricetta dei Macarons francesi:

  • Una o più sac a poche (dipende dal numero di colori che volete usare)
  • Un tappetino per macarons con i cerchiolini in bassorilievo prestampati (non è indispensabile ma è utile)
  • Un termometro da cucina
  • Uno sbattitore elettrico o planetaria

Ingredienti

  • 250 gr di mandorle
  • 250 gr di zucchero a velo
  • 180 gr di albume (corrisponde circa alla quantità di sei uova)
  • 250 gr di zucchero semolato
  • 7,5 cl di acqua

Procedimento

Prepariamo per prima cosa la farina di mandorle;

Se avete un tritatutto potete utilizzare quello cercando di sminuzzare le mandorle il più possibile, devono risultare farinose. Non saranno mai fini come la farina normale perché qualche piccolo pezzettino rimarrà sempre ma non è un problema; in alternativa potete utilizzare la farina di mandorle già pronta che si trova al supermercato, è un ottimo aiuto sostitutivo.

Mescolate con una marisa o con la planetaria, utilizzando la frusta gommata, la farina di mandorle con lo zucchero a velo e la metà degli albumi fino ad ottenere un composto omogeneo e denso.

Mettetelo da parte perché ci servirà in un secondo momento.

Ora prepariamo la meringa all’italiana.

Io ho utilizzato la planetaria che avendo la funzione di cottura facilità molto le cose ma non vi allarmate, si può fare anche senza.

Versione con planetaria che cuoce:

Utilizzate la frusta a filo grosso e frullate insieme gli albumi rimanenti con lo zucchero semolato e l’acqua. 

Dopo un minuto impostate la temperatura a 118° e impostate velocità 5. Quando si ferma, arrivato alla temperatura di 60° impostate la funzione HSHT e confermate mantenendo velocità 5.

Una volta raggiunta la temperatura di 118° riportate l’impostazione su “Off” e aspettate che il composto raggiunga i 40°.

Versione senza planetaria:

Portate a ebollizione acqua e zucchero.

In una scodella frullate con una frusta gli albumi, quando saranno montati a neve versate a filo lo sciroppo che nel frattempo avrete fatto raffreddare. Aiutatevi con il termometro da cucina, quando lo sciroppo raggiungerà i 40° gradi potete incorporare il liquido agli albumi, mi raccomando versatelo lentamente.

Una volta finito di versare lo sciroppo continuate a mescolare per cinque minuti fino ad ottenere una meringa liscia, morbida e omogenea.

Mettete da parte la meringa. E da qui potete proseguire allo stesso modo, sia che abbiate preparato la meringa all’italiana con la planetaria o a mano.

Riprendete il composto con le mandorle e incorporate la meringa in più volte e mescolate insieme per 30 secondi.

Mettete l’intero composto nella sac a poche, se volete fare colori diversi dividetelo in più scodelle aggiungete il colorante alimentare desiderato e usate sacche diverse.

Tagliate la punta della sac a poche e create dei dischetti di 2/3 cm, se avete il tappetino in silicone per macaron vi consiglio di non riempire troppo la forma prestampata perché la pasta tende ad allargarsi e adagiarsi quindi state indietro di qualche millimetro.

Lasciate riposare per mezz’ora in modo che la superfice esterna crei una pellicola a contatto con l’aria. Mi raccomando questo passaggio è indispensaile.

Cuocete in forno preriscaldato per 10-12 minuti a 150°.

Per il ripieno potete preparare una ganache al cioccolato, usare una confettura di frutta o una crema che preferite.

Io li ho farciti con la ganache al cioccolato.

Il mio viaggio in Giordania: da Petra al deserto del Wadi Rum

Un mordi e fuggi nel Sud della Giordania

Da piccolo andavo spesso a trovare i miei nonni nella loro vecchia casa odorosa di velluto e legno di cedro. Mio nonno aveva un grosso libro, una selezione delle più grandi opere di architettura create dal genio umano, e ricordo che passavo ore a sfogliarne le sue grandi pagine. Tra quelle meraviglie, Petra (in Giordania) era quella che stimolava di più la mia fantasia e che forse ha fatto nascere in me quello spirito di avventura e curiosità che mi accompagna ancora oggi. 

In questo articolo troverete consigli e piccoli trucchi per organizzare al meglio un viaggio in Giordania e poter visitare almeno due dei posti più belli che questa magica terra offre: la città nabatea di Petra e il deserto del Wadi Rum.

La Giordania è un luogo dove storia, mito e religione si fondono insieme, dove il tempo si ferma e avrete la possibilità di godervi a pieno ogni singolo istante del vostro viaggio.

La politica di neutralità e pace portata avanti dalla Dinastia Reale consente alla Nazione di vivere un periodo di stabilità e crescita economica, fortemente trainata dal turismo; proprio per questo, i turisti sono molto tutelati e ben accolti, tanto che la Giordania ha istituito un corpo di polizia specifico (Polizia Turistica) per vigilare nei siti storico-culturali.

Quindi, al di là di qualche controllo sporadico o checkpoint stradale, non avvertirete mai un’atmosfera di pericolo o allarme.

Cosa non può mancare nella vostra valigia:

  • Scarpe robuste e comode per affrontare camminate su roccia e sabbia
  • Una sciarpa o foulard per proteggervi dal sole e dal vento del deserto

Informazioni pre-partenza

È fondamentale tenere a mente tre cose prima di partire per la Giordania.

  • Visto: per entrare in Giordania è necessario esibire un visto turistico, ottenibile dietro pagamento di una quota di circa 50€ direttamente nell’aeroporto di arrivo (Aqaba o Amman, la capitale); questa quota non è dovuta nel caso si acquisti il Jordan Pass, una sorta di carta turistica che garantisce visto e ingresso gratuito per il sito monumentale di Petra (oltre ad altri siti turistici in tutta la Giordania). Considerando il costo elevato del biglietto per Petra, è conveniente acquistare un Jordan Pass ed eliminare anche la pratica visto.
  • Valuta: in Giordania la valuta ufficiale è il Jordanian Dinar (JOD), diviso in 1.000 Fils; consiglio di cambiare gli euro direttamente all’albergo, per un tasso di cambio più vantaggioso. Al momento il cambio è 1 JOD = 1,3€
  • Paese arabo: ricordatevi che state entrando in un paese arabo con le sue tradizioni, usi e costumi. Evitate di bere alcool in pubblico (è vietato bere alcolici per i fedeli musulmani) e qualunque azione possa recare offesa alla religione Islamica.

Dove alloggiare: Aqaba

Atterrando ad Aqaba, città costiera del Mar Rosso sull’omonimo Golfo, avrete la possibilità di organizzare escursioni presso il sito di Petra e il Deserto del Wadi Rum, da molti considerato il deserto più bello del mondo.

La nuova zona residenziale della città, nei pressi dell’aeroporto, offre molti hotel e resort di lusso che in bassa stagione offrono bellissime stanze a prezzi contenuti, servizio navetta e ogni comfort. In alta stagione potete alloggiare presso uno dei caratteristici alberghi del centro, dove la cortesia del personale è seconda solo alla grande ospitalità del popolo Giordano.

Cosa vedere in 3 giorni nel Sud della Giordania

La cosa più importante è organizzare bene le giornate e avere un driver di fiducia che vi accompagni nei luoghi delle vostre escursioni: noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare Ahmad, ottimo autista e persona sempre allegra e ospitale, che ci ha raccontato storie e aneddoti della Giordania durante le ore passate in macchina con lui. Tre giorni pieni sono sufficienti per vivere avventure emozionanti e scoprire luoghi incantevoli.

Petra

Da sola vale il viaggio. Il sito monumentale dell’antica città Nabatea di Petra si estende su oltre 500 km2 ed è completamente visitabile in autonomia: a piedi, su un cavallo o a dorso di dromedario, potrete immergervi nella storia di questo luogo magico e scoprirne ogni anfratto, tomba o reperto. La zona, occupata sin dal neolitico e fiorita culturalmente intorno al VI sec. a.C. (periodo Nabateo), è ancora oggi abitata da qualche beduino.

Il sito è anche costellato di piccole bancarelle che vendono prodotti artigianali locali, stoffe e calamite, per accontentare anche gli amanti dello shopping e dei souvenir. Partite di buona mattina e prendetevi una giornata piena per visitarla, arrampicarvi e fare del trekking sulle sue rocce rosse levigate dal vento e dalle piogge.

Lungo la strada per Petra (circa 2 ore di macchina da Aqaba) fermatevi in uno dei tanti villaggi di beduini per bere un buon tè o un caffè al cardamomo bollente, magari parlando con la gente del posto per scoprire i tratti nascosti di questa millenaria cultura.

Wadi Rum

Il Deserto del Wadi Rum, un tempo casa di Lawrence d’Arabia, è oggi un’area ben attrezzata per accogliere turisti ed escursionisti. Molti campi tendati offrono la possibilità di prenotare tour in jeep di durata variabile tra un’ora e cinque ore, con visita ai campi beduini dove berrete il classico tè zuccheratissimo, e offrono pernottamenti per godere di una cena in stile zarb e di una notte stellata che non si ha la fortuna di vedere così spesso.

Il Wadi Rum, con i suoi paesaggi maestosi e le sue sabbie colorate, affascina da secoli chiunque con i suoi tramonti suggestivi e le sue tonalità di colori che vanno dal giallo all’ocra, dal rosa al rosso ardesia. Ricordate di portare una sciarpa e un giacchetto per il proverbiale freddo notturno e per il vento che vi sferzerà durante il tour in jeep!

Aqaba

La città di Aqaba, avamposto Romano sul Mar Rosso, è da sempre un crocevia di popoli. Un tempo la città fortificata era una tappa per i fedeli islamici che si recavano a La Mecca, un luogo in cui riposarsi e ristorarsi prima di attraversare l’ultima parte del loro pellegrinaggio.

Oggi Aqaba si trova al centro di un’area spartita tra Egitto, Arabia Saudita e Israele (a pochi chilometri c’è la città di Elat) e proprio per questo gode di privilegi speciali in termini fiscali. In una mezza giornata potete visitare il Forte, le rovine Romane e la sua Moschea, godervi un po’ il bellissimo mare e fare acquisti nei suoi tantissimi negozietti di souvenir, tè e spezie.

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Cosa mangiare in Giordania: i cibi tipici da provare

Hummus, Falafel e Foul: una sorta di antipasto che non può mancare in ogni pasto. L’hummus, la classica crema di ceci e tahini (pasta a base di sesamo) con una spolverata di Soumak; i Falafel, fatti a mano e fritti al momento, leggeri e croccanti; il Foul, un purè di fave tipico della zona, speziato e leggermente piccante.

Ad accompagnarli, delle focacce di pane da usare anche al posto delle posate. Noi li abbiamo gustati da “Al-Mohandes”, una caffetteria/ristorante frequentata assiduamente da gente del posto, con  ottima cucina tradizionale e molto economica.

Zarb (o zerb): è un metodo di cottura che troverete nel deserto, se decidete di fermarvi per la cena in un campo tendato. Si tratta di una grossa pentola piena di riso, verdure, patate e carne di agnello o maiale, cotta in una buca scavata nel terreno in cui si accende un bel fuoco. Una volta che la legna è diventata brace, si adagia la pentola sul fondo e si ricopre la buca, poi si fa cuocere per qualche ora. Il risultato è uno stufato speziato, tenerissimo e caldo, ottimo per le fredde notti nel deserto.

Mansaf: piatto tradizionale Giordano, che sin dall’antichità veniva preparato dai pastori beduini. Si tratta di uno spezzatino di agnello stufato per ore insieme a dello Yogurt locale, chiamato Jameed, più pastoso rispetto a quello a cui siamo abituati noi. Si mangia accompagnato da riso bianco o bulgur. Ottimo.

Caffè al cardamomo: un caffè turco aromatizzato al cardamomo (tanto cardamomo!) e spesso preparato su della sabbia rovente posta in una grossa padella di ferro sul fuoco, un po’ per impressionare i turisti un po’ per non farlo bruciare. Ve lo serviranno bollente, per cui attenti a non scottarvi!

Ippokrates: il ristorante greco dove trovare la vera Moussaka

Cercate un angolo di vera Grecia a Roma? Ippokrates è il posto giusto, e l’ho scoperto solamente qualche giorno fa, nonostante sia un’appassionata della cucina ellenica, semplice e gustosissima. 

Complice il fatto, forse, la sua ubicazione, a pochi passi da Piazza Fiume, centralissima ma da me poco frequentata. 

La scorsa estate, al ritorno dal mio viaggio a Zante, ero diventata greco-cucina-dipendente; se avessi conosciuto questo locale sicuramente sarebbe diventato tappa fissa sin da allora, con leggero dissentire del portafogli forse, perché di certo non si può dire che sia un ristorante esattamente economico. Diciamo che lo si può posizionare su una fascia medio – alta, con una spesa che si aggira nella fascia 30-40 euro a persona.

Ma si mangia davvero bene, se si sceglie di andare a cena qui l’esperienza sarà ben diversa dai (seppur ottimi) fast food come Elleniko su Viale Aventino o Kalapà al Pigneto. Occorrerà prendersi del tempo, scegliere di immergersi completamente in una cultura altra e assaporare ogni sensazione che ne deriva. 

Perché l’offerta e l’atmosfera da Ippokrates sono quelle di una vera e propria taverna greca, come quelle che puoi incontrare a decine passeggiando tra i vicoletti di Paros o di una qualsiasi altra isoletta dell’arcipelago. 

L’ambientazione ricorda il blu del mare, i colori predominanti sono i classici bianco e azzurro della bandiera greca, alle pareti e dal soffitto pendono reti da pesca e ceramiche originali elleniche, il sottofondo musicale è ovviamente e rigorosamente il sirtaki. 

Specchietti per le allodole per attrarre turisti e romani desiderosi di esoticità, direte voi. Beh l’ho pensato anch’io, ma poi mi son dovuta ricredere! 

Il menù di Ippokrates

Perché l’offerta culinaria di Ippokrates è proprio quella della tradizione, con una carta dei vini molto molto ricca, che propone una selezione di diverse tipologie di vini provenienti dalle varie regioni della penisola, il cui prezzo varia dagli 8 ai 67 euro. 

Noi abbiamo optato per un ottimo Goumenissa della Macedonia (19 euro)

Anche il menù è molto ampio. Si può optare per l’ Ippokrates Special, una selezione scelta dal ristorante di alcuni dei piatti più caratteristici della cucina greca, come crocchette di zucchine, melanzane e ceci, feta, insalata greca, al costo di 19 euro. 

Ma se si vuole sperimentare di più, allora è consigliabile scegliere dalla carta, proprio come abbiamo fatto noi. 

Abbiamo iniziato con una selezione di diversi antipasti, tutti molto sfiziosi e saporiti: Militzanoskroketes, polpette di melanzane, croccanti e gustose; Tzaziki, celebre salsa di yougurt, aglio e cetrioli che si consuma insieme al pane tipico greco, la Pita, una sorta di piadina più spessa e soffice. 

Da subito sono rimasta piacevolmente colpita, la Tatziki, che genericamente in Italia non amo in quanto piuttosto acida e poco bilanciata, era invece fresca e delicata proprio come l’avevo assaporata questa estate a Zante. 

Oltre a questo abbiamo diviso una Moussaka, sformato di patate, melanzane e carne macinata, una delle migliori che ho mangiato in Italia, con un retrogusto incredibile alla cannella da far leccare i baffi; le mie due amiche, poi, hanno preso anche i Dolmades, foglie di vite ripiene di carne e riso con salsa avgolemono, un condimento molto tradizionale a base di uovo e limone. Io non amo il gusto della foglia di vite, troppo aspro, quindi non posso giudicare il piatto, ma le mie amiche lo hanno divorato, quindi suppongo che il giudizio sia positivo. 

Dopo questi primi assaggi, già di per sé una cena vera e propria perché le porzioni, in perfetto stile greco, sono molto abbondanti, abbiamo ordinato e diviso il mix di carne alla griglia per due persone, un piatto enorme di bifteki (polpette di manzo), souvlaki (spiedini di maiale), chicken (spiedini di pollo) e gyros (carne di suino speziata) accompagnati da insalata greca, patate fritte fresche e pita. 

Ovviamente le porzioni erano talmente grandi che non siamo riuscite a finirlo, con grande dispiacere perché la carne era buona, tenerissima e cotta alla perfezione. 

Questo non ci ha permesso di assaggiare i dolci, ottima scusa per tornare.

La nostra splendida cena si è conclusa con la degustazione di tre liquori tradizionali offerti dalla casa: l’ouzo, il rakomelo (grappa al miele) e la tentoura (chiodi di garofalo e cannella). 

Il giudizio su Ippokrates è super positivo: si mangia bene, il personale è gentilissimo, la posizione è centrale e comodamente raggiungibile con diversi mezzi di trasporto. 

Il ristorante è aperto anche a pranzo e propone una formula più light, con una selezione di piatti dal menu principale serale. 

Si può prenotare online, tramite The Fork o dal sito stesso del ristorante: https://www.ippokrates.it